L’edizione 2026 del CES di Las Vegas ha segnato una svolta, allontanandosi ancora di più dall’effimero per abbracciare un’innovazione più matura e integrata. Per i professionisti della comunicazione, questo non rappresenta solo un cambio di passo, ma un richiamo a disegnare le proprie strategie in modo differente. Matthew Lackie, Global CEO di Axicom, ha cercato di riassumere le tendenze emerse nel corso dell’evento, mettendo in luce come il focus si sia spostato dalla singola tecnologia al valore tangibile che essa genera.
Ecco i cinque punti chiave che ogni comunicatore dovrebbe considerare.
1. Comunicare l’AI, dall’annuncio all’impatto reale L’intelligenza artificiale è diventata un dato di fatto, non più una notizia in sé. Al CES, era onnipresente ma silenziosa, il motore invisibile delle esperienze utente. Per la comunicazione, questo significa che l’era dei semplici annunci di “integrazione dell’AI” è terminata. La sfida ora è quella di articolare una narrativa che si concentri sulla soluzione di problemi concreti. Il pubblico non chiede se un prodotto faccia uso dell’AI, ma come questo connubio possa migliorare la propria vita o il proprio business. Le strategie di PR devono evolversi per dimostrare un’utilità pratica e un valore misurabile.
2. L’ascesa dei “Creator”, un nuovo paradigma per le media relation Il panorama mediatico del CES ha confermato un’evoluzione inarrestabile: oltre un terzo dei partecipanti accreditati non erano giornalisti tradizionali, ma creator di contenuti, autori di newsletter e influencer. Queste nuove voci stanno costruendo un capitale di fiducia e influenza che non può essere ignorato. Per le agenzie e i brand, è imperativo ampliare le proprie mappe dei media e adattare le tattiche di engagement. Costruire relazioni con questi nuovi opinion leader non è più un’opzione, ma una necessità strategica per raggiungere audience frammentate e altamente coinvolte.
3. Le fondamenta dell’innovazione si prendono la scena Quest’anno i riflettori si sono accesi sui “picks and shovels” della rivoluzione tecnologica: i produttori di chip. I keynote di giganti come NVIDIA, Intel e AMD hanno dominato la discussione, sottolineando il loro ruolo cruciale nell’abilitare ogni innovazione, dall’AI “on-device” alla robotica avanzata. La lezione per i comunicatori, specialmente in ambito B2B, è chiara: è tempo di elevare la narrazione delle tecnologie abilitanti. Queste non sono più semplici componenti, ma rappresentano il cuore pulsante del progresso, e meritano un ruolo da protagonista nello storytelling aziendale.
4. La coesistenza uomo-macchina diventa realtà e va comunicata L’innovazione più applaudita al CES è stata quella pragmatica. Dai robot per l’assistenza domestica alle piattaforme AI che si integrano nelle routine quotidiane, il valore è stato misurato in termini di aiuto concreto. La domanda “cosa può fare?” è stata sostituita da “come può aiutarmi?”. Questo sposta la sfida della comunicazione su un nuovo terreno: non più solo descrivere le funzionalità, ma costruire fiducia e definire con trasparenza le regole di una serena e sicura coesistenza tra esseri umani e tecnologia autonoma.
5. Il CES è sempre più una piattaforma strategica per il B2B Nonostante la sua fama di fiera dell’elettronica di consumo, il CES si è consolidato come un palcoscenico decisivo per la tecnologia B2B. Il successo di brand prettamente industriali come Caterpillar, che ha tenuto un keynote di risonanza globale, dimostra il potenziale della fiera per trasformare la percezione di un marchio e ingaggiare un ecosistema complesso di partner, clienti e media. Anche le aziende B2B che ancora esitano dovrebbero iniziare a considerare il CES non come un evento di prodotto, ma come un’opportunità strategica per affermare la propria leadership di pensiero e il proprio ruolo nell’innovazione globale.



