Secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, l’utilizzo spontaneo di strumenti di IA è ormai diffuso nelle imprese. Realtà italiane come Youbiquitous sviluppano soluzioni progettate per essere integrate nei sistemi organizzativi e sottoposte a controllo umano
Negli ultimi due anni l’intelligenza artificiale è entrata stabilmente nei flussi di lavoro delle imprese italiane. L’adozione è spesso avvenuta in modo spontaneo: secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, 8 lavoratori su 10 che utilizzano strumenti di IA lo fanno attraverso applicazioni non fornite né approvate dall’azienda.
Si tratta di strumenti che vanno dai classici chatbot onniscienti come Gemini e ChatGPT a piattaforme più specializzate. Vengono usati per redigere documenti, sintetizzare informazioni, analizzare dati o supportare decisioni operative. L’uso è guidato principalmente dall’esigenza di velocizzare processi e gestire volumi crescenti di informazioni. Tutto questo però avviene frequentemente al di fuori dei sistemi informativi aziendali.
Il quadro si inserisce in una fase di cambiamento normativo. Con l’applicazione dell’AI Act, l’Unione Europea introduce requisiti di trasparenza e supervisione per i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati nei processi operativi. Le imprese saranno chiamate a garantire trasparenza su fonti, logiche di funzionamento e responsabilità, soprattutto quando l’IA entra in processi operativi.
Il tema riguarda attività centrali nella gestione aziendale: analisi documentale, pianificazione, gestione amministrativa, consultazione normativa. L’attenzione si sposta quindi dal mero uso funzionale della tecnologia alla sua integrazione organica nei processi aziendali in modo coerente con le infrastrutture esistenti e con criteri di controllo definiti.
Integrazione di IA nei sistemi aziendali: il caso Youbiquitous
Su questi aspetti si concentrano anche le soluzioni sviluppate da Youbiquitous, società di Intelligenza Artificiale di Roma, fondata da Francesco Esposito, matematico e autore di vari volumi sull’Intelligenza Artificiale per Microsoft. Negli ultimi anni, parallelamente ai progetti realizzati per enti pubblici e imprese, Francesco Esposito ha approfondito temi legati ai modelli linguistici e IA generativa, partecipando come relatore a conferenze internazionalifra l’America e l’Europa.
Questo confronto e scambio ha contribuito a consolidare un approccio orientato non solo alla sperimentazione, ma alla costruzione di sistemi affidabili e utilizzabili in produzione. L’azienda sviluppa software e sistemi di IA progettati per operare all’interno delle infrastrutture informatiche già presenti nelle organizzazioni. Il lavoro parte dall’analisi dei processi: come vengono raccolte le informazioni, come circolano tra uffici e reparti, quali sono i passaggi decisionali e dove si concentrano colli di bottiglia operativi. Su questa base vengono progettate soluzioni che si collegano ai dati e ai flussi informativi esistenti, con l’obiettivo di supportare attività complesse mantenendo la supervisione umana nelle decisioni.
Il tratto comune dei progetti sviluppati da Youbiquitous è la capacità di utilizzare l’intelligenza artificiale per rendere interrogabili e utilizzabili grandi patrimoni informativi aziendali, spesso distribuiti tra sistemi e archivi eterogenei. Si tratta di contesti diversi, ma accomunati da elevata complessità operativa e, in molti casi, regolatoria.
Nel settore della mobilità, con ACI Informatica sono stati realizzati strumenti di analisi capaci di consultare e mettere in relazione migliaia di circolari e documenti regolamentari, supportando le attività interpretative degli operatori. Sempre nella collaborazione con ACI (ACI Mobility), la società ha sviluppato sistemi vocali per i servizi di informazione progettati per fornire risposte in tempo reale integrando dati provenienti da fonti multiple. In particolare Lucy: l’assistente “artificiale” alla mobilità di Luceverde.
In ambito sanitario, attraverso KBMS (di cui Youbiquitous è azionista), sono stati sviluppati sistemi per l’interrogazione di archivi clinici usando modelli locali e salvaguardando la privacy, con l’obiettivo di facilitare l’accesso a informazioni mediche complesse mantenendo tracciabilità e controllo dei dati.
Inoltre, Youbiquitous ha avviato un percorso di evoluzione dal ruolo tradizionale di system integrator verso quello di product owner, investendo nello sviluppo di tecnologie proprietarie riutilizzabili su più progetti, sviluppando ed evolvendo tecnologie di intelligenza artificiale vocale. Una parte trasversale dell’attività riguarda infatti lo sviluppo di sistemi vocali e conversazionali progettati per contesti organizzativi in cui è necessario gestire tempi di risposta, accesso ai dati, continuità del dialogo e coerenza con le procedure interne.
“L’intelligenza artificiale diventa parte dei processi aziendali quando è collegata ai sistemi già in uso e quando è chiaro quale ruolo svolge nel percorso decisionale”, osserva Francesco Esposito, founder di Youbiquitous. “Il valore sta nella capacità di integrare questi strumenti nell’architettura esistente, mantenendo la responsabilità in capo alle persone”, conclude.


