Un videoclip senza attori fisici ma con 250 generazioni AI: dal casting agli storyboard, ecco il dietro le quinte dello spot di SUPERBELLO.
Secondo diverse analisi di mercato oltre il 60% delle aziende B2B sta sperimentando contenuti generativi AI, e il video rimane il formato con il più alto tasso di engagement nel marketing B2B. Inoltre, il mercato globale dell’AI generativa per contenuti video potrebbe superare i 100 miliardi di dollari entro il 2030. In questo contesto, la sfida non è produrre più contenuti, ma produrre contenuti che funzionino davvero.
Ne è un esempio lo spot – realizzato senza attori, senza troupe e senza riprese – firmato SUPERBELLO, Event Boutique & Video Factory milanese specializzata in contenuti corporate e B2B. Ogni elemento del video è stato realizzato utilizzando strumenti di intelligenza artificiale generativa, dalle immagini ai personaggi, dalle inquadrature al doppiaggio. Il progetto nasce con una missione: dimostrare che l’AI generativa può essere uno strumento produttivo avanzato se è guidata da una progettazione narrativa sensata e precisa.
Contrariamente all’immaginario diffuso, generare video con AI non significa scrivere un prompt e attendere il risultato. Nel caso dello spot di SUPERBELLO, la produzione ha richiesto un workflow strutturato che ha incluso: progettazione dei character sheet, generazione dei frame di riferimento, estrazione dell’identità visiva dei personaggi, test di coerenza tra modelli AI differenti, sviluppo delle singole clip e, infine, montaggio e stitching finale. Questo approccio ha consentito di lavorare su un livello di controllo creativo totale: ogni espressione, movimento di camera e timing narrativo è stato progettato prima ancora di essere generato.
Per arrivare al risultato sono state necessarie circa 250 generazioni AI per ottenere 19 inquadrature, 3 personaggi principali, coerenza visiva tra scene diverse, movimenti realistici e continuità narrativa. Il team di SUPERBELLO ha costruito volutamente personaggi, situazioni e dinamiche, progettati per raccontare in modo ironico e diretto il valore di un video-manifesto che riesce davvero a parlare al suo target di riferimento.
La produzione ha adottato un approccio ibrido utilizzando due motori di generazione video. Il motivo? Lo spiega bene Fabrizio Parisi, CEO e founder di SUPERBELLO: “Nessun modello oggi eccelle in tutte le situazioni. Alcune inquadrature richiedono maggiore controllo cinematografico, altre maggiore fluidità nei movimenti o gestione della fisica degli oggetti. Per questo ogni scena è stata assegnata al motore più adatto”. Una logica produttiva molto simile a quella di un set tradizionale, dove ogni reparto ha strumenti specifici.
Non esistono attori reali, ma personaggi generati e rifiniti fino a diventare riconoscibili e credibili lungo tutta la narrazione. “Uno dei problemi tecnici principali è stato proprio mantenere la continuità visiva degli stessi personaggi tra clip generate da motori diversi. Ogni soggetto ha richiesto decine di generazioni AI per ottenere espressioni coerenti, micro-movimenti realistici e continuità narrativa tra le scene”, ha spiegato Parisi.
Insieme allo spot, SUPERBELLO ha pubblicato anche “Manuale per un Video da Manuale”, una guida dedicata alle aziende che vogliono utilizzare il “video” come strumento di comunicazione e marketing. Il manuale raccoglie consigli pratici, esempi e indicazioni operative per progettare contenuti video efficaci in contesti B2B.
Negli ultimi mesi SUPERBELLO ha iniziato a specializzarsi anche nelle produzioni realizzate con strumenti di intelligenza artificiale, partendo da un presupposto semplice: il modo in cui si creano immagini, storie e video sta già cambiando. Alcuni clienti hanno iniziato a sperimentare insieme all’agenzia queste nuove possibilità produttive, dando vita a progetti che uniscono AI, regia creativa e storytelling. L’obiettivo è quello di integrare questi strumenti nei processi creativi e produttivi, accanto alle produzioni video e agli eventi. Un approccio che permette di rendere realizzabili idee che fino a poco tempo fa avrebbero richiesto produzioni cinematografiche molto più complesse e costose. Lo spot nasce proprio per mostrare questa possibilità: offrire un’alternativa ai classici video aziendali costruiti con immagini stock spesso poco rappresentative, aprendo nuove opportunità creative anche per brand che vogliono raccontarsi in modo più originale.


