Crisi climatica: in Italia 376 eventi estremi nell’ultimo anno e frane in crescita del 42%. Per l’Earth Day, la risposta viene dai cittadini

Il 22 aprile, in occasione della 56ª Giornata Mondiale della Terra, Roma ospita il Villaggio per la Terra a Villa Borghese. IntelligEarth, startup nata alla Sapienza, rilancia il tema della prevenzione partecipata: i cittadini in prima linea a difesa del territorio

Trecentosettantasei eventi meteo estremi in un anno, con le frane da piogge intense cresciute del +42% e i danni complessivi che nel 2025 hanno raggiunto i 11,9 miliardi di euro. È la fotografia scattata dal Bilancio 2025 dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, che si aggiunge a un trend ormai difficile da ignorare: gli eventi estremi in Italia sono aumentati di oltre sei volte nell’ultimo decennio. A pochi giorni dal 22 aprileGiornata Mondiale della Terra, il tema della prevenzione torna al centro del dibattito e con esso una domanda che ancora non ha risposta: chi si prende cura del territorio quando nessuno lo sta guardando?

Roma, capitale della sostenibilità per dieci giorni

Dal 13 al 22 aprile Roma ospita le celebrazioni nazionali della 56ª Giornata Mondiale della Terra delle Nazioni Unite. Il cuore dell’evento è il Villaggio per la Terra, che dal 16 al 19 aprile animerà il Galoppatoio di Villa Borghese e la Terrazza del Pincio con oltre 600 eventi gratuiti e 250 organizzazioni coinvolte. Il 22 aprile la Maratona Multimediale #OnePeopleOnePlanet alla Nuvola di Fuksas chiuderà le celebrazioni. Il tema scelto per l’edizione 2026, “Torniamo a Sognare”. è un invito a immaginare il futuro che vogliamo costruire, mettendo al centro la cura del pianeta e di chi lo abita.

“L’Earth Day quest’anno parla di sogni. Sognare il futuro significa anche proteggere il presente, e proteggere inizia dal conoscere il territorio che abitiamo per capire cosa sta cambiando. Il territorio parla, ma non sempre ad alta voce: cambiamenti climatici, frane, cedimenti e dissesti idrogeologici si manifestano spesso con segnali deboli, facili da ignorare. Gli strumenti per monitorare esistono, ma non possono essere ovunque: scelgono dove guardare, e il resto rimane purtroppo invisibile. E le persone che quei luoghi li vivono, che percorrono lo stesso ponte ogni mattina, che passeggiano lungo lo stesso argine, sono le prime a poter accorgersi di qualcosa che non va. Prima degli esperti, prima di strumenti anche molto sofisticati, prima che sia troppo tardi”, afferma Claudia Masciulli, co-founder e CEO di IntelligEarthstartup romana nata alla Sapienza che lavora sulla democratizzazione del monitoraggio preventivo del territorio.

Il cittadino come sentinella: un cambio di paradigma necessario

Se il cambiamento climatico moltiplica i rischi, la prevenzione non può continuare a essere una prerogativa di pochi specialisti. Secondo i dati, intervenire in anticipo costerebbe il 75% in meno rispetto a gestire i danni post-emergenza. Eppure il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, approvato a fine 2023, resta ancora in larga parte inattuato.

La risposta che IntelligEarth propone ribalta la logica tradizionale: invece di aspettare che il monitoraggio arrivi dall’alto, da satelliti, da ispezioni periodiche, da fondi straordinari, si può costruire una rete di osservazione distribuita e continua, fatta di persone. È questa l’idea alla base di proteGO, la piattaforma sviluppata dalla startup che, attraverso lo smartphone, guida chiunque, tecnici o semplici cittadini, nella raccolta di immagini e dati sui luoghi, secondo protocolli standardizzati. Ogni persona che fotografa un cedimento, che segnala una variazione su un versante, che documenta lo stato di un bene culturale nel proprio quartiere, contribuisce a costruire un dato. Aggregato nel tempo, quel dato può fare la differenza.

“Pensiamo spesso ai satelliti che sorvolano la Terra raccogliendo immagini dall’alto. Ecco, le persone fanno la stessa cosa, muovendosi nel mondo con uno smartphone in tasca e scattando fotografie. La differenza è che i satelliti non hanno memoria dei luoghi e i loro dati hanno bisogno di esperti per diventare informazioni utili. Al contrario, il cittadino è la sentinella più preziosa che abbiamo; conosce il posto che sta guardando, sa quando qualcosa è cambiato, capisce il contesto. È un patrimonio di conoscenza enorme, che oggi va quasi completamente disperso”, conclude Masciulli.

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