Medici e digital divide: quando la tecnologia negli studi medici corre più veloce delle competenze

Secondo studi sulla sanità digitale, il livello di alfabetizzazione tecnologica influenza la capacità dei professionisti sanitari di utilizzare strumenti online. Negli studi medici le difficoltà riguardano attività quotidiane come la gestione delle email dei pazienti, degli appuntamenti e dei controlli successivi alla visita

La digitalizzazione della sanità è oggi una delle priorità delle politiche pubbliche. Il Piano nazionale per la sanità digitale prevede lo sviluppo di strumenti come fascicolo sanitario elettronico, telemedicina e piattaforme interoperabili per migliorare l’organizzazione dei servizi e l’accesso alle cure. Tuttavia, accanto allo sviluppo delle infrastrutture emerge anche un tema meno discusso: il digital divide tra i professionisti sanitari, legato al livello di alfabetizzazione tecnologica e alla familiarità con gli strumenti informatici utilizzati nella pratica clinica quotidiana.

In particolare, una ricerca pubblicata su PubMed Central evidenzia come la trasformazione digitale della sanità non proceda sempre allo stesso ritmo delle competenze dei professionisti. Solo il 35,7% dei medici intervistati ritiene di possedere un livello adeguato di alfabetizzazione digitale per affrontare pienamente i cambiamenti in corso nel sistema sanitario. Questo divario di competenze si riflette spesso anche nella gestione quotidiana degli studi: strumenti come email, piattaforme di prenotazione o sistemi per il monitoraggio dei pazienti richiedono un’organizzazione sempre più informatizzata e una gestione costante della comunicazione con i pazienti.

Quando la tecnologia entra nell’organizzazione dello studio: il caso Sammy

È proprio in questo spazio operativo che si inseriscono nuove piattaforme digitali progettate per supportare il lavoroquotidiano dei professionisti. Tra queste c’è Sammygestionale sviluppato da cinque giovani imprenditori italiani pensato per semplificare alcune attività organizzative degli studi medici estetici.

Il sistema utilizza l’intelligenza artificiale per gestire automaticamente funzioni come l’organizzazione degli appuntamenti, l’invio di promemoria ai pazienti, la programmazione dei controlli successivi alla visita e la gestione della comunicazione con lo studio. L’obiettivo è rendere più semplice l’utilizzo degli strumenti digitali anche per quei professionisti che non hanno particolare familiarità con piattaforme tecnologiche complesse.

Molti medici si trovano a dover gestire ogni giorno email, richieste di appuntamento e comunicazioni con i pazienti utilizzando strumenti non pensati per l’organizzazione sanitaria”, spiega Edoardo Castigliegoco-founder del progetto. “L’idea è utilizzare l’intelligenza artificiale per semplificare queste attività e permettere al medico di concentrarsi sul lavoro clinico e sulla relazione con il paziente”, conclude. 

In un sistema sanitario sempre più orientato alla digitalizzazione, la sfida non riguarda solo lo sviluppo delle tecnologie ma la loro accessibilità e facilità d’uso per tutti i professionisti. Ridurre il divario digitale all’interno degli studi medici significa infatti migliorare non solo l’organizzazione del lavoro, ma anche la continuità del rapporto tra medico e paziente.


Sammy

Sammy è un gestionale intelligente pensato per supportare cliniche e centri di medicina estetica nella gestione quotidiana delle attività, con un’attenzione particolare al rapporto con il paziente nel post-trattamento. La piattaforma consente di organizzare appuntamenti, monitorare materiali e prodotti, raccogliere in modo ordinato le informazioni cliniche e tenere traccia del percorso di ogni paziente nel tempo. Non si limita a semplificare il lavoro operativo: aiuta le strutture a rimanere in contatto con le persone, anche dopo la seduta, automatizzando messaggi, controlli e follow-up.

Nato a Milano dall’esperienza diretta di un team di professionisti che ha collaborato a stretto contatto con realtà del settore, Sammy punta a migliorare la qualità percepita del servizio e a rafforzare la relazione tra paziente e struttura, offrendo uno strumento pratico, discreto e umano-centrico.

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