Flotte aziendali e capitale umano: l’evoluzione del mercato elettrico. Il punto di Hunters Group.

L’elettrificazione del parco auto è diventata un pilastro della trasformazione industriale ed energetica, con impatti concreti su organizzazione, competenze e gestione delle persone. In Italia, il mercato delle flotte aziendali sta giocando un ruolo sempre più strategico nel processo di diffusione delle auto elettriche: nel 2025, le immatricolazioni di veicoli full electric hanno superato le 94.000 unità (+46,1% rispetto all’anno precedente) e rappresentano circa il 6,2% del totale delle nuove auto registrate nel Paese.

All’interno di questo ecosistema, le flotte aziendali costituiscono una quota significativa delle immatricolazioni BEV (tra il 7% e l’8%), fungendo da leva non solo per ridurre le emissioni, ma anche per diffondere internamente una nuova cultura della mobilità tra i dipendenti e gli stakeholder aziendali.

Anche la filiera dei Charge Point Operator (CPO) e degli E-Mobility Service Provider (EMSP) è ormai matura. La sfida attuale non risiede più nella semplice fornitura di hardware, ma nella capacità di offrire soluzioni chiavi in manoaltamente sofisticate. Le infrastrutture devono essere modulari, scalabili e integrate con sistemi di gestione energetica avanzata. La colonnina che tutti vediamo nelle nostre città è oggi un tassello di una rete complessa che include smart grid, efficientamento degli edifici industriali e stabilità del sistema elettrico nazionale.

“Questa evoluzione – spiega Paolo Marchese, area manager e industry leader energy division di Hunters Group – richiede competenze sempre più ibride e multidisciplinari. Accanto ai profili più tecnici, le aziende cercano professionisti in grado di mettere in relazione tecnologia, processi e persone, contribuendo in modo attivo alla governance della transizione.Emergono quindi figure a forte contenuto strategico e organizzativo chiamate a garantire integrazione energetica, sostenibilità normativa ed efficacia dei servizi verso gli utenti interni”.  

Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio di Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale qualificato, tra i profili di maggiore rilevanza emergono:

  • progettista elettrico power & storage: con l’incremento delle installazioni Fast e Ultra-Fast, il progettista deve oggi configurare sistemi complessi che integrano fonti rinnovabili (fotovoltaico) e sistemi di accumulo (BESS). Garantisce la sicurezza, l’efficienza e la scalabilità delle infrastrutture, collaborando strettamente con l’energy manager per ottimizzare la rete energetica e i flussi operativi delle flotte aziendali;
  • energy manager/energy integration manager: responsabile della gestione strategica dei consumi, ha un ruolo chiave nell’integrazione tra infrastrutture di ricarica, produzione da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo. Il suo obiettivo è ottimizzare l’efficienza, ridurre i costi operativi e garantire la sostenibilità tecnica ed economica dei progetti di e-mobility;
  • regulatory & compliance specialist (mobility & energy): figura incaricata di assicurare che progetti e servizi siano conformi alle normative energetiche e ambientali. In un settore in continua evoluzione normativa, questo ruolo è cruciale per mitigare rischi legali e facilitare l’accesso a incentivi e bandi.

“La transizione verso la mobilità elettrica – conclude Paolo Marchese – non può più essere interpretata come un semplice progetto tecnologico, ma come un processo strutturale di trasformazione organizzativa. Le imprese che sapranno affrontare con successo questa evoluzione saranno quelle in grado di investire non solo in infrastrutture e soluzioni digitali, ma soprattutto nello sviluppo delle competenze interne e nell’attrazione di nuovi profili professionali ad alto valore strategico”. 

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