La crescente attenzione verso le malattie trasmesse dalle zanzare sta cambiando le scelte dei consumatori e spingendo hotel, ristoranti e strutture ricettive a investire in sistemi automatizzati e sostenibili per proteggere clienti e spazi all’aperto
Le punture delle zanzare non rappresentano più un semplice fastidio estivo per i clienti, ma si stanno rapidamente trasformando in un fattore di preoccupazione che incide direttamente sulle loro scelte di consumo.Nel comparto dell’ospitalità questo cambiamento di percezione rischia di tradursi in un danno d’immagine e in una penalizzazione per le marginalità di tutte quelle imprese ricettive e della ristorazione che basano gran parte della loro offerta sugli spazi all’aperto.
Per questo motivo albergatori e ristoratori stanno correndo sempre più ai ripari. Lo confermano le analisi di BioZanz, azienda italiana specializzata nella gestione sostenibile degli insetti molesti, che registra un incremento del 40% delle richieste di intervento, con oltre 4.000 domande raccolte già nel primo semestre del 2026 e con il comparto Ho.Re.Ca. che rappresenta oggi il 15% del totale.
Alla base di questa situazione c’è un’attenzione sempre maggiore verso le malattie trasmesse da questi insetti, come Dengue e Chikungunya, che a causa dell’aumento delle temperature e la presenza stabile di specie invasive, sono sempre più presenti sul nostro territorio. Nel 2024 sono stati registrati 213 casi di dengue, trainati da un ampio focolaio nelle Marche, mentre nel 2025 la chikungunya ha fatto segnare oltre 380 casi autoctoni confermati, concentrati soprattutto tra Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Basilicata. Proprio nelle regioni maggiormente interessate, l’aumento della percezione del rischio e la crescente attenzione mediatica stanno spingendo un numero sempre più elevato di imprenditori a investire in soluzioni preventive per tutelare la clientela.
“Non si parla più soltanto di malattie importate, ma anche di focolai autoctoni che negli ultimi anni hanno trovato nel nostro clima condizioni sempre più favorevoli per diffondersi. La presenza stabile di zanzare invasive, unita all’innalzamento delle temperature, ha creato un contesto favorevole alla trasmissione locale degli arbovirus. È fondamentale comprendere che la corretta gestione di questi insetti è diventata a tutti gli effetti una priorità di salute pubblica, e non più solo una questione legata al comfort domestico o cittadino”. spiega Linda Abenaim, Entomologa e Responsabile Scientifica di Biozanz.
Automazione e sostenibilità a tutela del cliente
L’analisi evidenzia anche un profondo cambiamento nelle strategie adottate dagli operatori del settore turistico e ricettivo. Sono infatti sempre più numerose le strutture che scelgono soluzioni continuative, superando un approccio basato esclusivamente su interventi occasionali. Prima, infatti, il comparto ricorreva prevalentemente a disinfestazioni chimiche d’urto, trattamenti invasivi che imponevano la chiusura temporanea di giardini e spazi esterni, con inevitabili ripercussioni sull’operatività delle strutture.
Oggi, invece, gli imprenditori si orientano verso sistemi automatizzati di prevenzione, in grado di garantire una protezione continuativa degli spazi esterni e della clientela. Con tecnologie come i sistemi di nebulizzazione che consentono infatti di prevenire la formazione di situazioni critiche attraverso l’impiego di oli essenziali e principi attivi di origine naturale, assicurando una soluzione compatibile con l’ambiente e con la presenza di animali e permettendo agli ospiti di vivere pienamente dehor e aree verdi senza gli inconvenienti, come odori persistenti o residui, tipici dei tradizionali trattamenti chimici.
“I numeri descrivono un problema diffuso che rischia di trasformarsi in emergenza strutturale, ma mostrano anche un Paese sempre più consapevole che vuole agire d’anticipo. Oggi la gestione degli infestanti viene percepita come un vero e proprio strumento di tutela della salute pubblica e, allo stesso tempo, cresce l’attenzione verso strategie integrate che coniughino efficacia e sostenibilità” conclude Emmanuele Giammuso, DG di BioZanz e portavoce del CEO Francesco Colombo.


