Il Presidente Roberto Liscia: “Un passo avanti per la fiducia dei consumatori e la concorrenza leale. Serve però attuarle con proporzionalità e coerenza europea, senza appesantire l’intero e commerce”
Le recensioni online rappresentano un tema di particolare rilevanza per il commercio digitale italiano: nel percorso d’acquisto online le recensioni figurano tra i canali più influenti[1] accanto al sito del brand e alle soluzioni basate su AI. In un contesto in cui il comparto di Turismo e Trasporti cresce del +7% nel 2026[2], garantire l’autenticità e l’affidabilità dei giudizi online è una condizione essenziale per la fiducia dei consumatori e la competitività delle imprese.
La consultazione pubblica conclusa nei giorni scorsi, promossa dall’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato, in attuazione alla Legge 34/2026, sullo schema di Linee Guida finalizzato ad orientare le imprese verso accorgimenti idonei ad assicurare la liceità delle recensioni, rappresentano quindi uno strumento importante, atteso dal mercato proprio a seguito della pubblicazione della Legge, promossa dal legislatore italiano, che ha introdotto nuove regole focalizzate sul settore della ristorazione e del Turismo.
Netcomm ha accolto con favore l’iniziativa, condividendo pienamente l’obiettivo di contrastare le recensioni non autentiche, che distorcono il confronto concorrenziale e danneggiano tanto i consumatori quanto le imprese che operano correttamente.
Il Consorzio, partecipando alla consultazione attraverso la propria posizione, ritiene che indicazioni proposte dall’Autorità siano una buona base, che tiene conto delle dinamiche del mercato, tuttavia, richiama l’attenzione sulla necessità che le Linee Guida restino focalizzate sul perimetro individuato dal legislatore e che gli obblighi introdotti siano proporzionati e coerenti con il quadro normativo europeo, in particolare con il Digital Services Act, al fine di evitare di introdurre nuovi obblighi per gli altri settori, già normati, creando complessità e ulteriori aggravi per le imprese, rispetto a quanto già previsto da altre fonti normative. Ad esempio, l’onere della prova sulle recensioni contestate dovrebbe seguire la logica del meccanismo di notice and action di cui all’articolo 16 del DSA: spetta a chi contesta fornire una segnalazione sufficientemente precisa, senza imporre alla piattaforma obblighi di verifica o di prova ulteriori rispetto a quelli del prestatore diligente; allo stesso modo, sul trasferimento delle recensioni, si auspica che Linee Guida salvaguardino la portabilità di quelle autentiche, poiché un divieto generalizzato limiterebbe la libertà di prestazione dei servizi nel mercato unico, creando asimmetrie informative – e quindi anche competitive – rispetto ai mercati esteri, a danno soprattutto delle PMI che operano nel settore turistico.
Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, commenta:
“Accogliamo con favore l’iniziativa dell’AGCM: con queste linee guida l’Autorità imbocca la strada giusta per contrastare un fenomeno che danneggia tutti. Le false recensioni sono un inganno per i consumatori e una concorrenza sleale per le imprese oneste, dobbiamo quindi disporre di uno strumento che tutela chi acquista, chi vende e le piattaforme serie. Ma proprio perché la direzione è quella giusta è importante che, da un lato, non sia compromessa allargando troppo il campo e, dall’altro lato, sia mantenuta la giusta proporzionalità degli obblighi per le aziende del settore: chiediamo che le linee guida restino ancorate al perimetro della Legge 34/2026, senza estendersi ad altri settori, già ben disciplinati dal Codice del Consumo e dalle regole europee e che le stesse Linee Guida non diventino un ostacolo all’utilizzo di uno strumento importante, tanto per le imprese quanto per i consumatori. Va inoltre ricordato che più regole non significano necessariamente più tutela: servono norme chiare, proporzionate ai diversi modelli di business e tempi realistici per adeguarsi, per questo suggeriamo un periodo transitorio di almeno 12 mesi. L’obiettivo non è moltiplicare gli obblighi, ma costruire un ecosistema digitale di cui i consumatori possano fidarsi, senza penalizzare chi già oggi opera con trasparenza”.
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Netcomm
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[1] Fonte: Netcomm NetRetail 2026
[2] Fonte: Osservatorio eCommerce B2c Netcomm–Politecnico di Milano

