Il welfare aziendale cresce più velocemente della digitalizzazione: le imprese italiane cercano strumenti semplici e conformi per gestire i benefit

Tre PMI su quattro hanno un livello medio o alto di welfare, ma solo il 19% adotta soluzioni digitali strutturate. L’Agenzia delle Entrate chiede più tracciabilità e nasce una carta conforme che semplifica tutto

In Italia il welfare aziendale cresce più velocemente della digitalizzazione. Secondo il Welfare Index PMI, il 75% delle piccole e medie imprese ha ormai un livello almeno medio di welfare, e le aziende più evolute registrano una crescita del fatturato fino al 46,5% rispetto a chi si ferma ai benefit minimi. Il welfare arriva a 11,3 milioni di famiglie, pari al 44% del totale italiano, diventando una leva di coesione sociale e produttiva.

Ma la trasformazione digitale procede più lenta: l’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano rileva che, sebbene il 54% delle imprese dichiari di investire in tecnologie, solo il 19% le adotta davvero in modo strutturato. Il risultato è un welfare sempre più diffuso ma ancora gestito con strumenti lenti, complicati o poco adatti alla vita reale dei lavoratori.

A rendere il quadro più complesso ci sono anche le regole fiscali. Come ricorda Conflavoro PMI, la normativa sul welfare aziendale stabilisce criteri precisi: i benefit devono essere intestati al singolo dipendente, non ricaricabili e utilizzabili solo per categorie di spesa previste dalla normativa vigente. Negli ultimi anni l’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli, dopo alcuni casi di strumenti usati in modo improprio o al di fuori dei limiti previsti.

Digitalizzare il welfare, senza complicarlo 

Dall’incrocio tra due tendenze, un welfare sempre più diffuso e una digitalizzazione ancora incompleta, emerge la necessità di strumenti semplici, comprensibili e conformi alla normativa.

Per rispondere a questa doppia sfida, più welfare meno burocrazia, nasce preMio, una carta digitale nominativa e non ricaricabile sviluppata da 3i4iM, progettata per semplificare l’erogazione dei benefit aziendali nel rispetto delle regole previste dalla normativa. 

La carta funziona come un voucher elettronico dedicato al welfare aziendale. A differenza di una normale carta di debito, può essere utilizzata esclusivamente per le categorie di spesa previste dal Piano Welfare dalle aziende e ammesse dalla normativa vigente in materia. È nominativa fin dalla generazione, tracciabile e conforme ai requisiti fiscali. Non richiede piattaforme dedicate né procedure di installazione: può essere inviata via e-mail, aggiunta al wallet del telefono e utilizzata come una normale carta di pagamento, ma con limiti di spesa predefiniti e verificabili.

Il rallentamento della digitalizzazione nelle PMI rende strumenti di questo tipo particolarmente rilevanti: permettono di introdurre il digitale nel welfare senza caricare le imprese di burocrazia o costi informatici aggiuntivi.


Allo stesso tempo, in un contesto in cui le aziende con welfare evoluto registrano in media un +46,5% di crescita del fatturato, soluzioni accessibili e conformi consentono anche alle micro e piccole imprese di partecipare a un sistema che fino a poco tempo fa sembrava riservato solo alle realtà più grandi.

Il nostro obiettivo è sempre stato quello di riuscire a fornire uno strumento capace di motivare i collaboratori e allo stesso tempo ottimizzare i costi aziendali, perché crediamo che il riconoscimento sia un investimento nel valore umano e non un costo aziendale“, spiega l’Ing. Massimiliano Marcantonio, founder di 3i4iM. 

“Abbiamo democratizzato i benefit aziendali, rendendoli finalmente accessibili a tutti. Non solo ai dipendenti delle grandi aziende strutturate, ma anche a chi lavora in realtà più piccole o in contesti dove i benefit non vengono erogati. Con Carta preMio abbiamo superato i limiti delle piattaforme tradizionali, spesso complesse, obsolete e poco inclusive”, conclude l’IngMaria Mostola, CEO di 3i4iM.

I numeri raccontano un Paese che ha imparato a prendersi cura delle persone, ma non ancora a semplificare i processi. Tra fogli excel, portali complicati e regole da interpretare, il welfare rischia di perdere la sua funzione più semplice: migliorare la vita dei cittadini.

Strumenti come preMio mostrano che innovare non significa solamente aggiungere tecnologia, ma anche togliere attrito. Il futuro del welfare, più che nelle piattaforme, si giocherà nella tasca: dove il digitale diventa gesto e la burocrazia si riduce a un click controllato.

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