Buone opportunità professionali nei prossimi mesi: secondo i dati elaborati dalla società di ricerca e selezione gli stipendi cresceranno del 2,6%.
Ci sono timidi segnali di ripresa nel mercato del lavoro, nonostante un contesto economico decisamente sfidante. Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio di Hunters Group – società di ricerca e selezione di personale altamente qualificato – crescono del 2,6% le retribuzioni medie dei lavoratori italiani. Si tratta di una risposta necessaria per contrastare l’inflazione che ci ha colpiti nell’ultimo triennio e per provare a preservare il potere d’acquisto che, negli ultimi tempi, ha subito una notevole contrazione.
“In questo scenario – precisa Joelle Gallesi, managing director di Hunters Group – il lavoro non rappresenta più una voce di costo, ma un asset di governance. Grazie al nostro Osservatorio sulle retribuzioni 2026, un’analisi dettagliata che fotografa l’evoluzione del mercato del lavoro in Italia, vogliamo offrire a chi si occupa di ricerca e selezione o di gestione delle risorse umane uno strumento per trasformare la politica retributiva in una strategia di talent attraction e talent retention poiché i lavoratori, ormai, non cercano più soltanto una RAL, ma un progetto di crescita e di valore misurabile. Non siamo più di fronte al fenomeno delle grandi dimissioni, ma assistiamo a quella che potremmo definire la grande ricalibratura, dove aziende e professionisti hanno cercato un nuovo equilibrio basato su competenze, trasparenza e valore reale, superando per certi versi la rigidità delle job description per mettere al centro le competenze e il potenziale”.
Crescita dei salari e nuovi driver di mercato: Intelligenza Artificiale, sostenibilità e trasparenza retributiva. L’Intelligenza Artificiale non è più una novità, ma rappresenta un requisito operativo essenziale per quasi tutti i profili. Sostenibilità e criteri ESG, invece, sono ormai parte integrante del business delle imprese e non più elementi accessori o di marketing. La vera rivoluzione, però, sarà legata alla trasparenza retributiva. Il 2025, infatti, è stato l’anno della consapevolezza: negli scorsi 12 mesi le aziende hanno iniziato a gettare le basi per la riduzione del gender pay gap e per rendere sempre più oggettivi i criteri salariali per arrivare a giugno 2026, quando la normativa entrerà effettivamente in vigore.
L’Osservatorio sulle retribuzioni 2026 di Hunters Group: analisi dei settori e delle retribuzioni
Assistant & office support. L’assistente, oggi, non svolge più un ruolo meramente operativo, ma strategico in termini di facilitazione manageriale, anticipando i bisogni del top management. La capacità di offrire supporto diventa un fattore competitivo, dove l’autonomia e la gestione della complessità organizzativa ridefiniscono il valore e il posizionamento di questi professionisti. È per questo motivo che, ad esempio, una executive assistant senior può oggi percepire una RAL compresa tra i 70.000 e i 100.000 euro.
Automation & engineering. Il settore mostra forte resilienza con una produzione in crescita (+1,5%) e un boom della domanda interna (+20,5%). La capacità di integrare soluzioni tecnologiche avanzate è emersa come una leva strategica imprescindibile per le imprese che puntano all’eccellenza operativa. Per questo motivo, anche i profili del comparto si sono evoluti ed hanno acquisito competenze ibride; padronanza dell’intelligenza artificiale, robotica e sostenibilità diventano oggi requisiti essenziali. Le retribuzioni sono molto interessanti: un plant manager Senior può superare i 90.000 euro di stipendio annuo lordo, mentre un robotics engineer junior parte da una base di circa 30.000 euro, decisamente più alta della media.
Banking & insurance. I settori banking e insurance stanno vivendo una convergenza senza precedenti, spinti dall’adozione di modelli Fintech e Insurtech e da una crescente attenzione ai criteri ESG. Il mercato richiede l’integrazione tra competenze tradizionali (credito, rischio, regolamentazione) e nuove abilità in ambito AI, data analytics e cyber-resilience. In questo scenario, la capacità di gestire la complessità normativa e di personalizzare l’offerta attraverso i dati diventa il fattore distintivo per la competitività e la fidelizzazione del cliente. Si tratta di un ambito molto ricco dal punto di vista delle retribuzioni: un private banker senior può guadagnare fino a 250.000 euro lordi all’anno, mentre un relationship manager con più di 8 anni di esperienza tra i 95.000 e i 180.000 euro.
Construction. Il settore delle costruzioni è trainato dai progetti legati al PNRR e da una spinta verso la digitalizzazione e la sostenibilità. L’adozione del BIM e l’attenzione all’efficientamento energetico stanno trasformando i cantieri in ecosistemi tecnologici complessi. Per essere competitivi sul mercato non basta più la sola competenza tecnica: le aziende cercano professionisti capaci di garantire una governance solida delle commesse, dimostrando agilità nel gestire tempi e costi, oltre ad una spiccata attitudine alla specializzazione multidisciplinare. I professionisti con competenze di project management sono molto richiesti e possono aspirare a retribuzioni molto interessanti: dai 32.000 ai 45.000 euro in ingresso, dai 45.000 ai 65.000 se hanno maturato tra i 3 e gli 8 anni di esperienza e, infine, tra i 65.000 e gli 85.000 (e in alcuni casi anche maggiore) con più di 8 anni di lavoro alle spalle.
Energy. Il comparto, in Italia, vive una trasformazione radicale. In un mercato dove la competizione per il territorio e la complessità autorizzativa sono i principali colli di bottiglia, le aziende ricercano talenti capaci di integrare competenze tecniche, visione finanziaria e sensibilità regolatoria e, data la difficoltà, sono disposte a riconoscere ai candidati stipendi molto alti: un ESG & sustainability manager senior può guadagnare fino a 120.000 euro lordi all’anno, mentre un renewable project manager fino a 130.000 euro.
Financial services. Il settore finance si conferma il fulcro della resilienza aziendale. Oltre alla solida gestione dei flussi e della compliance, la sfida risiede nella finance transformation: l’automazione dei processi e l’integrazione dei criteri ESG ridefiniscono le agende dei CFO. Le aziende ricercano professionisti capaci di coniugare visione analitica e leadership per guidare la crescita sostenibile e l’allocazione intelligente del capitale. Non mancano le occasioni (anche di guadagno) per le figure chiave: un CFO percepisce una RAL compresa tra i 90.000 e i 130.000 euro e un risk manager Junior fino a 40.000 euro.
Healthcare & life sciences. Il comparto healthcare & life sciences rappresenta il motore dell’innovazione d’eccellenza in Italia ed integra ricerca scientifica, biotecnologie e soluzioni digitali per la salute. In un ecosistema guidato da rigorosi standard di compliance e dalla spinta verso la medicina personalizzata, la domanda di professionisti si focalizza su figure capaci di governare processi complessi. Attrarre competenze in questo settore significa investire in profili ad alto valore, determinanti per tradurre il progresso scientifico in valore sociale ed economico sostenibile. Una delle figure chiave in questo ambito è certamente il quality control (QC) analyst che può guadagnare dai 28.000 ai 38.000 euro annui lordi alla prima esperienza, dai 38.000 ai 55.000 se ha maturato dai 3 agli 8 anni sul campo e dai 55.000 ai 75.000 euro oltre gli 8 anni.
Human resources. Il settore HR è protagonista di una rivoluzione guidata da digitalizzazione, cultura organizzativa e l’urgenza della talent retention. Le aziende ricercano competenze trasversali capaci di gestire il ricambio generazionale e l’integrazione di sistemi digitali. L’HR diventa, quindi, il motore strategico per ottimizzare le performance e guidare il cambiamento. Questa evoluzione sposta l’attenzione verso ruoli chiave come HR business partner (con RAL che partono dai 29.000 ai 34.000 euro lordi all’anno per le figure junior) o i compensation & benefits manager (che, con 8 anni di esperienza, possono guadagnare fino a 75.000 euro), che possiedono competenze sempre più analitiche e orientate al business.
ICT, digital & new media. Il settore ICT in Italia corre veloce: la domanda di professionisti tech segna +30%. In un mercato dove l’intelligenza artificiale e la cybersecurity ridefiniscono i percorsi di carriera, le aziende devono superare gap infrastrutturali e resistenze culturali per non restare escluse. Attrarre i migliori professionisti oggi significa offrire non solo RAL competitive (molto importanti), ma flessibilità e progetti innovativi. Tra i professionisti emergenti troviamo: il cloud architect (retribuzione media: dai 30.000 ai 40.000 euro lordi all’anno con meno di 3 anni di esperienza, tra i 40.000 e i 60.000 euro tra i 3 e gli 8 anni di esperienza, tra i 60.000 e 100.000 euro per i più senior) e l’incident responder (retribuzione media: dai 30.000 ai 40.000 euro lordi all’anno con meno di 3 anni di esperienza, tra i 40.000 e i 55.000 euro tra i 3 e gli 8 anni di esperienza, tra i 55.000 e i 60.000 oltre gli 8 anni).
Oil & gas. La transizione energetica, la digitalizzazione e l’instabilità geopolitica stanno ridisegnando gli equilibri del mercato, accelerando il ricambio generazionale e la ricerca di competenze ibride. Oltre alle skill tecniche tradizionali, emergono come priorità la gestione di IoT e cybersecurity, la manutenzione predittiva e la sostenibilità ambientale. Molto richiesti e ben retribuiti sono gli automation engineer che possono ottenere, anche in ingresso, stipendi interessanti: da 35.000 a 50.000 euro in caso di professionisti junior, da 50.000 a 80.000 euro per i middle manager e da 80.000 a 120.000 euro per i senior.
Retail & GDO. Il settore Retail in Italia sta vivendo una profonda metamorfosi verso il modello phygital, all’interno del quale l’integrazione tra store fisico e canali digitali ridefinisce l’intera catena del valore. In un mercato focalizzato sulla customer centricity, la gestione dei dati e l’omnicanalità sono diventate competenze imprescindibili. Le aziende oggi non cercano solo efficienza, ma leader capaci di trasformare il punto vendita in un hub di esperienza e relazione, bilanciando la pressione sui risultati economici con la necessità di attrarre e trattenere talenti in un ecosistema ad alto turnover. In fatto di stipendi, il comparto digital la fa da padrone: un E-Commerce & omnichannel manager con più di 8 anni di esperienza può guadagnare fino a 140.000 euro lordi all’anno.
Sales. Oggi non si cercano più soltanto venditori, ma professionisti in grado di integrare competenze tecniche, capacità relazionali e visione strategica. Per non perdere i migliori talenti, le RAL sono molto competitive: un business development manager dai 3 agli 8 anni di lavoro alle spalle guadagna, in media, dai 45.000 ai 60.000 euro, mentre un export manager senior fino a 85.000 euro.
Tax & legal. Il settore Tax & Legal è segnato da un’iper-regolamentazione che trasforma le funzioni legali e fiscali da centri di costo a partner strategici del business, anche nelle medie imprese. Un legal manager, ad esempio, guadagna dai 23.000 ai 32.000 euro in ingresso che arrivano ad oltre 72.000 in caso di professionisti senior.
Logistica e trasporti. Il settore della logistica e dei trasporti in Italia è una delle colonne portanti nell’economia del paese e contribuisce al PIL nazionale con una percentuale dell’8,2%. Anche i profili professionali del comparto si sono evoluti, acquisendo competenze sempre più ibride: capacità tecniche e digitali, padronanza linguistica e orientamento al cliente diventano requisiti essenziali e ben pagati: un import-export coordinator Junior ha una RAL compresa tra i 25.000 e i 38.000 euro, tra i 38.000 e i 55.000 euro se ha tra i 3 e gli 8 anni di esperienza e tra i 55.000 e gli 80.000 euro se è un professionista senior, mentre un logistics specialist Junior tra i 22.000 e 30.000 euro, tra i 30.000 e i 42.000 euro (middle manager) e tra i 42.000 e i 60.000 euro (senior).

