Movida e incendi, oltre 3 milioni di giovani nei locali ogni weekend: perché il divertimento “a norma” è un obbligo strutturale

Mentre le normative impongono standard rigidi ai gestori, la consapevolezza dei ragazzi diventa l’arma vincente: dai controlli sulle uscite ai segnali di rischio, ecco la guida pratica per riconoscere un locale sicuro e divertirsi senza pericoli

Il weekend, per milioni di giovani italiani, ha un solo nome: movida. Che si tratti di un aperitivo lungo in un bar del centro o di un DJ set in un locale affollato, il rito della socialità notturna è un pilastro della nostra cultura. Lo confermano i numeri: oggi l’88,7% degli italiani esce la sera per svago, con il 38,8% che lo fa specificamente per ballare e uno su tre che frequenta abitualmente le discoteche. In totale, parliamo di oltre 3 milioni di persone tra i 18 e i 29 anni che ogni fine settimana animano il territorio. Ma questi dati, che riflettono la straordinaria vitalità del comparto, sono oggi al centro di un dibattito serrato che va ben oltre il semplice divertimento.

Negli anni ‘80 e ‘90 i locali avevano il solo obiettivo di riempire le sale. Bastavano pochi “ingredienti” come una palla strobo e un bancone bar, la sicurezza era spesso un concetto confinato a qualche estintore sbiadito e la gestione degli ingressi basata sul “colpo d’occhio”. Erano anni in cui lo svago non aveva regole ferree e il fumo delle sigarette rendeva l’aria irrespirabile, i controlli erano meno frequenti e il rischio veniva percepito quasi come un rumore di sottofondo.

Oggi le normative sono stringenti e il vivere la notte ha subito un netto cambiamento, nuove tecnologie di monitoraggio e regole avanzate rendono la sicurezza nei locali non più un’opzione ma un requisito imprescindibile.

Divertimento per tutti, solo se a norma!

La responsabilità dei locali non può essere generica e nemmeno delegata al caso, il punto di partenza è che la priorità assoluta risiede nel rispetto delle norme da parte dei titolari delle attività. Un locale deve essere un luogo sicuro “per progetto”. La garanzia dell’incolumità è un obbligo inderogabile che ricade interamente su chi gestisce lo spazio, indipendentemente dal comportamento dei ragazzi che lo frequentano. La sicurezza non può essere delegata alla prontezza di riflessi dei singoli o alla fortuna; deve essere una condizione strutturale preesistente all’apertura delle porte.

A vigilare su questo equilibrio ci sono le Istituzioni che giocano un ruolo da protagonista, attraverso controlli mirati, hanno il compito di favorire e verificare l’applicazione delle leggi, assicurando che chi apre al pubblico sia all’altezza della sfida. 

Un inquadramento tecnico fondamentale arriva dalla nuova Circolare dei Vigili del Fuoco, che traccia un confine netto tra la somministrazione (bar e ristoranti) e le attività che offrono spettacolo e intrattenimento. Quando la musica e l’affollamento superano certi parametri, le regole antincendio diventano molto più stringenti come carichi d’incendio controllati, vie di fuga proporzionate e una gestione professionale delle emergenze non sono suggerimenti, ma obblighi di legge.

“Quando un giovane entra in un locale, non deve pensare alla sicurezza: deve averla garantita a priori, il sistema dei controlli e la responsabilità del gestore devono funzionare in sinergia. Solo così si evita che l’imprevisto diventi tragedia. Informare i ragazzi non significa spostare su di loro la colpa di eventuali incidenti, ma dare loro gli strumenti per riconoscere istantaneamente se chi li ospita sta rispettando la loro vita. La sicurezza è un patto tra chi offre svago e chi ne usufruisce” precisa Gianluca Galeotti, Presidente di FSE PROGETTI.

Come frequentare bar e locali affollati: i consigli di FSE PROGETTI

Per vivere la movida con consapevolezza, ecco alcuni punti fermi che possono fare la differenza in caso di criticità.

1. Appena entri, guarda alle tue spalle

L’ingresso sarà la prima via di fuga in emergenza: tutti tenderanno a uscire da lì.

Controlla che la porta si apra verso l’esterno. Se si apre verso l’interno, con la folla potrebbe

diventare una trappola.

2. Individua subito le uscite di emergenza

Devono essere segnalate con cartelli verdi e mai chiuse o bloccate.

In emergenza sono quasi sempre meno affollate dell’ingresso principale. Se non le vedi, è un problema.

3. Nota la presenza degli estintori

Non li userai tu (dovrebbero farlo gli addetti antincendio), ma vederli già presenti è un primo

segnale di attenzione alla sicurezza.

Se non ne vedi nemmeno uno, alza le antenne.

4. Fuoco scenico = vattene subito

Fontane luminose, scintille, fuochi artificiali o fiamme decorative (fuori dalla cucina):

esci immediatamente e non rientrare.

Sono la prima causa di incendi mortali in questi locali. Non è spettacolo: è rischio puro.

5. Se non riesci a camminare bene, sei già oltre il limite

Se in condizioni normali fai fatica a muoverti, in caso di panico non uscirai.

Troppe persone = affollamento massimo superato.

Non discutere, non aspettare: esci.

6. Se c’è incendio (o anche solo odore/fumo), esci subito

Un incendio cresce in modo esponenziale. L’occhio umano lo sottostima sempre.

In 30–40 secondi la situazione può diventare ingestibile.

Esci immediatamente.

Se era un falso allarme, hai solo preso aria.

Se era vero, ti sei salvato la vita.

La sicurezza nei locali non è più una promessa generica ma una finestra su un modo di divertirsi più moderno e consapevole e scegliere un locale significa entrare nel vissuto di un gestore che ha a cuore il benessere del suo pubblico.

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