Profili e retribuzioni nella logistica: analisi di 4 ruoli chiave

Un’indagine di Hunters Group sui profili emergenti che stanno ridefinendo la logistica tra AI, sostenibilità, automazione e resilienza della supply chain

La logistica in Italia ha consolidato il proprio ruolo strategico per l’economia nazionale, rappresentando circa il 9% del PIL e confermandosi uno dei principali motori della domanda di lavoro, con oltre 1,4 milioni di addetti lungo tutta la filiera. L’intelligenza artificiale, l’automazione e la crescente attenzione normativa verso la sostenibilità stanno accelerando la richiesta di competenze sempre più specialistiche: secondo le più recenti stime, infatti, oltre il 50% delle imprese del comparto prevede un incremento degli investimenti in tecnologie digitali e AI, mentre un’azienda su due ha già avviato progetti legati all’intelligenza artificiale applicata alla supply chain.

Anche i profili professionali evolvono rapidamente. Le aziende ricercano figure capaci di combinare competenze operative, capacità analitiche, conoscenza dei dati e visione strategica. Attraverso i dati raccolti dall’Osservatorio di Hunters Group, società specializzata nella ricerca e selezione di personale qualificato, emerge una fotografia aggiornata di quattro ruoli destinati ad assumere una centralità crescente nel settore logistico dei prossimi anni: AI logistics strategistsustainabiliy & circular economy managersupervisor di flotte autonome e droni e supply chain resilient analyst.

AI logistics strategist: questa figura rappresenta l’evoluzione delle tradizionali funzioni di pianificazione logistica e nasce dall’integrazione tra supply chain management, data analysis e intelligenza artificiale applicata ai processi operativi. Si occupa di supervisionare l’implementazione di algoritmi predittivi all’interno di ERP e WMS, controllando la qualità dei dati e sviluppando modelli di demand forecasting capaci di incorporare variabili esterne come andamento dei consumi, eventi climatici e dinamiche geopolitiche. Collabora inoltre con i data scientist e i team di automazione per migliorare l’efficienza dei magazzini automatizzati e ridurre errori di pianificazione, stockout e overstock. 

Nel percorso di carriera, le figure junior vengono generalmente inserite in team dedicati alla trasformazione digitale, con attività focalizzate sull’analisi dei flussi e sull’ottimizzazione dei dati. Con l’aumentare dell’esperienza, il ruolo acquisisce una maggiore responsabilità progettuale fino ad arrivare alla definizione della strategia tecnologica della supply chain a livello corporate. La crescita retributiva risulta particolarmente marcata nei gruppi multinazionali e nei contesti caratterizzati da elevata automazione.

Sustainability & circular economy manager: la sostenibilità applicata alla logistica è oggi una priorità operativa oltre che reputazionale. Il sustainability & circular economy manager presidia tutte le attività legate alla riduzione dell’impatto ambientale della supply chain, coordinando progetti di reverse logistics, transizione energetica e logistica urbana sostenibile. Tra le principali responsabilità rientrano la progettazione dei processi di logistica inversa, il recupero e ricondizionamento dei prodotti resi, la gestione del green last mile e l’adozione di packaging riutilizzabili o a basso impatto ambientale. La figura monitora inoltre le emissioni Scope 3 e supporta le aziende nell’adeguamento alle nuove normative ESG europee. 

Il percorso professionale parte da attività di audit interno e compliance ambientale, per poi evolvere verso ruoli con responsabilità diretta sulla strategia ESG e sulla transizione energetica di magazzini e trasporti. Nelle posizioni più senior, questa figura contribuisce direttamente al posizionamento del brand e agli indicatori di sostenibilità richiesti da investitori e stakeholder finanziari.

Supervisor di flotte autonome e droni: la crescente diffusione di AMR (Autonomous Mobile Robots), droni e sistemi di automazione avanzata sta introducendo nuove professionalità nella logistica operativa, rendendo necessario l’ingresso in azienda di figure come quella del supervisor di flotte autonome e droni. Questo professionista si occupa di coordinare il funzionamento di flotte automatizzate all’interno di hub logistici e attività di ultimo miglio e di monitorare da remoto robot mobili, rover e droni attraverso control room dedicate, analizzando i dati di telemetria per prevenire anomalie tecniche e interviene in caso di malfunzionamenti o blocchi operativi. Accanto alle competenze tecnologiche, il ruolo richiede conoscenze normative relative alla mobilità autonoma e alle autorizzazioni per il trasporto automatizzato. 

Nelle fasi iniziali della carriera prevale una componente tecnica e operativa legata alla gestione dei sistemi. Con l’esperienza, si orienta verso attività di ottimizzazione delle flotte, pianificazione dei sistemi di ricarica e progettazione dell’automazione integrata. La forte crescita degli investimenti in robotica logistica rende questa figura tra le più richieste nei poli distributivi ad alta automazione.

Supply chain resilient analyst: le recenti tensioni geopolitiche e le interruzioni delle catene di approvvigionamento hanno reso centrale il tema della resilienza logistica. Il supply chain resilience analyst ha il compito di identificare vulnerabilità e costruire strategie di continuità operativa. Attraverso strumenti di digital twin e simulazioni avanzate, questa figura sviluppa stress test sulla supply chain, analizzando gli impatti derivanti da chiusure portuali, indisponibilità di fornitori strategici o variazioni improvvise dei mercati internazionali. Coordina inoltre strategie di multi-sourcing, nearshoring e diversificazione delle rotte logistiche.

Le figure junior presidiano principalmente attività di monitoraggio KPI e analisi dei dati di rischio. Nei livelli più avanzati, il ruolo assume una forte componente strategica, supportando direttamente il top management nelle decisioni legate alla continuità del business e alla gestione delle crisi.

“L’evoluzione delle professionalità nella logistica – spiega Federica Cavagliano, senior manager technical division di Hunters Group – evidenzia una crescente integrazione tra competenze tecnologiche, capacità analitiche e visione strategica. AI, sostenibilità, automazione e resilienza stanno ridefinendo le priorità delle aziende e, di conseguenza, anche le caratteristiche dei talenti ricercati. Resta aperto il tema della rappresentanza femminile nel settore, oggi ferma al 23%. Per le posizioni di maggiore seniority richieste dalla logistica, come gli ingegneri industriali e i profili tecnico-ingegneristici, le imprese esprimono infatti una preferenza prevalentemente orientata verso candidati uomini, pari all’89,6%. Tuttavia, la crescente centralità delle competenze trasversali, della gestione tecnologica e delle capacità analitiche sta favorendo un graduale ampliamento della presenza femminile anche nelle funzioni più strategiche, aprendo nuove prospettive per un mercato del lavoro più equilibrato e multidisciplinare”. 

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