ASSIRM: BILANCIO PRIMO SEMESTRE 2020

L’Associazione che riunisce le maggiori aziende italiane attive nel settore delle Ricerche di Mercato registra un calo del 7% considerato però “positivo” vista la media nazionale dei servizi

Nel primo semestre del 2020, l’industria italiana e il mercato dei servizi – comprese anche quelle aziende direttamente coinvolte nel lockdown di primavera – hanno registrato in media una diminuzione di fatturato pari rispettivamente all’8% e al 16%. Due dati che rispecchiano la difficoltà che ha vissuto il nostro Paese a causa della pandemia e che purtroppo non sembra ancora terminata.

In questa panoramica, Assirm, l’Associazione che riunisce l’80% delle aziende italiane che svolgono Ricerche di Mercato, Sondaggi di opinione e Ricerca Sociale, dichiara, tra gli associati, “solo” un calo del 7%. Un risultato che si rivela sicuramente positivo considerato l’importante perdita di punti percentuali evidenziata dal proprio mercato di riferimento, ossia quello dei servizi.

Analizzando però nel dettaglio i risultati delle aziende socie, la media ASSIRM appare composta da due macroaree:

  • la prima è formata da tre grandi società che rappresentano la metà del suo fatturato totale
  • la seconda è costituita da tutte le altre realtà che subiscono un decremento in misura molto variabile rispetto al primo semestre 2019 – il range è infatti ampio, dal 40% all’8% circa.

Nell’insieme si può, inoltre, osservare che il fatturato, in una certa misura, è frutto del portato del secondo semestre del 2019. Un periodo che si è rivelato di buon andamento economico per il settore rispetto all’andamento nazionale dell’economia.

A fronte di questi dati è evidente quindi che, come molti settori, anche quello delle ricerche di mercato ha registrato andamenti diversificati, sintetizzati e semplificati dal dato medio. Tuttavia è importante sottolineare che seppur in calo, l’utilizzo delle ricerche di mercato e di opinione non si è mai fermato: numerosi settori economici – industria, credito, assicurazioni, GDO, organizzazioni economiche e pubblica amministrazione – hanno continuato a richiedere analisi e osservazioni cogliendone il grande valore anche e soprattutto durante l’emergenza sanitaria. Comprendere il sentiment e le nuove abitudini dei consumatori è infatti uno strumento prezioso per essere sempre in linea con le richieste del mercato e adattarsi al meglio alla situazione.

Ancora più significativo sarà comunque il confronto tra l’intero 2020 e il 2019 sia per verificare la reazione dei soci sia per analizzare le azioni messe in atto dall’industria e dai servizi e le strategie optate per la ripresa dell’economia italiana.

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Redazione

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