FLC e le nuove frontiere della sostenibilità nella logistica, che produce il 35% delle emissioni di Co2

L’innovazione e la sostenibilità nella logistica sono stati i temi al centro di una giornata di lavoro del Freight Leaders Council (FLC), che associa i principali operatori logistici italiani. I soci del FLC hanno visitato in esclusiva il terminal merci di Marzaglia di Terminali Italia (Gruppo Ferrovie dello Stato), uno dei nodi logistici più innovativi e sostenibili d’Europa. Adiacente alla linea ferroviaria Milano – Bologna e alla rete stradale e autostradale (a 3 km dal casello A1 Modena Nord) il terminale di Marzaglia permette ottimi collegamenti con le aree produttive dell’Emilia-Romagna. Tutte le unità merci vengono tracciate attraverso un sistema gestionale all’interno del Terminal. Marzaglia è un cardine chiave per tutte le merci che possono venire efficacemente instradate da e verso i terminal marittimi italiani e oltre le Alpi, permettendo di migliorare i tempi di percorrenza delle merci e di abbattere le emissioni di CO2. In particolare, Marzaglia è collegato con alcuni dei terminal marittimi dei porti di La Spezia, Genova e Ravenna, con i quali sono stati attivati fast corridor doganali: questi ultimi sono fondamentali per velocizzare le operazioni di sdoganamento delle merci e, quindi, per velocizzare le operazioni di liberazione dei porti e di carico-scarico delle navi.

Dopo la visita privata al Terminal di Marzaglia si è tenuta una cena di lavoro a Bologna. Il professor Ennio Cascetta, esperto di infrastrutture e trasporti, ha illustrato le nuove frontiere della sostenibilità nella logistica:

Quella della logistica sostenibile – ha sostenuto Cascetta – è una delle sfide più impegnative che il Paese deve affrontare. Una sfida che riguarda la sostenibilità ambientale in un settore che produce il 35% delle emissioni di CO2 e che deve accelerare e diffondere un processo sistemico di decarbonizzazione. La sostenibilità sociale, perché nella logistica ci sono ancora molte attività che mancano di tutele minime dei lavoratori. La sostenibilità economica, perché questo settore sconta extra costi notevoli per congestione, procedure inutilmente complesse, organizzazione logistica di molte imprese di produzione e consumo inadeguate alla complessità dei tempi. Le innovazioni tecnologiche in atto in questi anni sono un’occasione

imperdibile per recuperare i gap, dalla digitalizzazione dei processi agli sviluppi sui veicoli e sui vettori energetici. Le risorse che il PNRR dedica alla logistica oggi sono consistenti ma frammentate. Ci sarebbe quindi la necessità di razionalizzarle con una visione di sistema.”

Infine, i soci del FLC hanno illustrato le iniziative delle loro aziende per la riduzione delle emissioni di CO2.  

Non esiste un piano B – ha detto il presidente di FLC Massimo Marciani -. Non sopravviveranno le aziende che non saranno sostenibili, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico. Mentre sul piano ambientale molte aziende hanno avviato un lungo e articolato processo di transizione ecologica, dal punto di vista sociale ed etico la strada è ancora lunga. È fondamentale ricordare che la logistica è un’attività derivata e che quindi, compiendosi, soddisfa i bisogni di servizio dei committenti e dei destinatari delle merci. Quindi, siano essi soggetti economici o semplici cittadini, debbono svolgere la loro parte nel processo di decarbonizzazione e di sostenibilità, i primi accettando di internalizzare i costi di ricezione delle materie prime e di distribuzione dei prodotti finiti, i secondi premiando le aziende realmente sostenibili e non quelle che fanno green washing. Il compito del FLC è proprio quello di aiutare gli uni e gli altri in questo percorso virtuoso verso un vero e proprio ecosistema logistico”.

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Redazione

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