Growth Labb, la startup che aiuta le Pmi a scalare Amazon

Growth Labb, la startup che aiuta le Pmi a scalare Amazon

Nel pieno della prima ondata di Covid, il 29enne imprenditore Nicola Fiorentini sta assistendo come tanti al disastro sanitario ed economico che travolge il Paese. Migliaia di imprese costrette a chiudere, mentre si invoca con urgenza il rapido avvento di una digitalizzazione, in grado di salvare vendite e posti di lavoro. Grazie alla sua esperienza nel campo del digitale e all’ascesa dell’e-commerce, Fiorentini, originario di Faenza, decide di iniziare una nuova avventura, aiutando le Pmi a trovare un’alternativa nelle vendite online. Sfruttando in modo più efficace quella sconfinata vetrina di prodotti di ogni tipo, più nota come Amazon. Nasce così, nell’aprile 2020, Growth Labb.

“Dopo otto anni nel mondo del digital marketing aziendale, ho deciso, complice la pandemia, di trovare un nuovo modo per aiutare gli imprenditori ad aumentare la consapevolezza rispetto alle opportunità che il web offre”, racconta l’ideatore e innovation manager di Growth Labb a StartupItalia. L’azienda, fondata insieme all’esperto e mentor di Amazon Advertising, Jean Paul Lopezopera completamente da remoto. “L’idea iniziale”, spiega Fiorentini, “era quella di offrire strumenti che permettessero di capire se il mercato all’interno della piattaforma fosse profittevole o meno per una determinata categoria di prodotti”. Come? “Attraverso servizi dapprima gratuiti, tra cui attività di consulenza, affiancamento strategico, analisi e prospetti”.

Una volta confermato l’interesse da parte delle imprese, i due soci hanno quindi dato vita alla startup, che propone un supporto a pagamento alle Pmi ancora non presenti sul marketplace Amazon. Accanto a questo servizio, specifica il co-founder di Growth Labb, “siamo anche a fianco di quelle aziende già presenti in piattaforma, che però vogliono aumentare le vendite”.

Tra volontariato e business

L’approccio lavorativo del cofondatore di Growth Labb non può certo dirsi comune. “Fino dagli anni dell’università, ho portato avanti tre carriere, accademica, nel volontariato, entrando e diventando presidente della sede di Faenza dell’associazione Mani Tese, e nell’ambito profit. Agli inizi”, sottolinea Fiorentini, “ero scettico sulla possibilità che il contesto del marketing incontrasse le mie esigenze nel sociale. L’unico modo per capirlo era buttarmi provarlo personalmente”. Così, mentre completa gli studi, Fiorentini inizia a lavorare in una digital agency della sua città, diventando manager dell’area marketing.

La prima esperienza nel mondo startup arriva nel 2019, quando il suo progetto DiWine Experience, lanciato con l’obiettivo di favorire il turismo locale, attraverso eventi che uniscono le cantine vinicole alle attrazioni turistiche ronagnole, viene selezionato da un pre-incubatore d’impresa. “Per la prima volta, sono riuscito a unire i puntini delle mie precedenti esperienze”, dice il co-founder di Growth Labb. “DiWine Experience mi ha permesso di associare la passione per il marketing alle logiche del coordinamento aziendale, nel progetto innovativo di una startup“. L’azienda esiste tuttora, ma la pandemia ne ha limitato gli eventi. Il destino della startup resta dunque in stand-by, in attesa di tempi migliori.

Growth Labb, etica imprenditoriale e il mezzo Amazon

Se da un lato, a causa della pandemia, nella primavera 2020 il mercato degli eventi e del turismo veniva quasi azzerato, dall’altro cresceva a dismisura l’e-commerce. “L’obiettivo di Growth Labb è consentire alle Pmi, in difficoltà a causa della chiusura delle vendite al pubblico a seguito del Covid, di creare un nuovo business in piattaforma“, evidenzia Fiorentini. Tuttavia, secondo gli esperti della startup, per aiutare gli imprenditori a realizzare o migliorare le vendite online, è necessario passare attraverso il marketplace di Amazon, piuttosto che puntare a costruire da zero il proprio e-commerce.

“Intorno ad Amazon circolano diversi luoghi comuni”, commenta l’innovation manager di Growth Labb. “Si parla delle occasioni che offre, tanto quanto delle opportunità che invece impedisce di creare. Credo che la verità stia nel mezzo: ci si sta orientando verso una logica imprenditoriale che non può prescindere dall’omnicanalità. Non è più una scelta, ma un’esigenza di business. I dati esposti in un recente report, pubblicato da Amazon stessa, mostrano come la compagnia nel 2021 abbia permesso alle Pmi di aumentare la propria struttura e internazionalizzarsi, tramite i servizi di gestione e stoccaggio dei magazzini e spedizione. Alla crescita delle piccole e medie imprese, si accompagna l’incremento della domanda di posti di lavoro per figure specializzate”.

Secondo il report citato da Fiorentini, due anni fa la società di Bezos ha investito oltre 2,8 miliardi di euro in Europa nella logistica. Sono invece più di 18mila le Pmi italiane presenti nel 2020 sul marketplace di Amazon, la metà delle quali ha realizzato vendite all’estero, per un valore complessivo fuori dai confini nazionali di 600 milioni di euroVendite, che, stando ai numeri del report, registrano una decisa crescita nel 2020, rispetto all’anno precedente: 80milioni, contro i 50milioni nel 2019. Un altro dato importante riguarda invece il gender gap. Delle piccole e medie imprese italiane partner della compagnia statunitense, quasi una su tre è guidata da donne.

Come funziona Growth Labb

Per garantire la massima efficienza nei servizi, “il team di Growth Labb”, afferma Fiorentini, “tiene rapporti quotidiani con il personale interno di Amazon, soprattutto nell’ambito dell’assistenza. Oggi, stiamo stringendo una partnership diretta, mentre è già attiva una collaborazione sul lato software, così da avere a disposizione i dati necessari a condurre indagini sulle aziende con un margine d’errore minimo”.

Inoltre, aggiunge il cofondatore della startup, quello di Growth Labb vuole essere un approccio cosiddetto full-service verso le imprese, basato sull’analisi scientifica dei dati e l’erogazione di un flusso continuo di servizi, scelti insieme ai clienti, in base ai loro obiettivi ed esigenze. “Gestiamo il team adottando modalità sempre più automatizzate, in modo che il nostro personale possa avere sempre più tempo a disposizione da dedicare alle aziende, sgravandole da questo tipo di attività”.

Scendendo nel concreto, nel caso collabori con un’impresa non ancora presente in piattaforma, Growth Labb effettua una prima analisi quantitativa del mercato di riferimento, individuando se e quanto questo sia profittevole e penetrabile per un’azienda. Se i primi risultati sono soddisfacenti, la startup passa ad analisi dettagliate dei tipi di prodotto e delle nicchie di mercato che essi incrociano. “Avuti i dati a disposizione, decidiamo insieme al cliente dove, come e quanto investire e ci muoviamo di conseguenza. Dopo ulteriori analisi e indagini, si perfeziona la strategia da seguire, creando i contenuti e le campagne più adatti”.

A un anno e mezzo dalla sua nascita, Growth Labb annovera nel suo portafoglio dieci clienti, un numero in crescita. “Le nostre aspettative per il nuovo anno sono di espandere il portafoglio clienti ad almeno 32 Pmi e diventare tra i top player italiani, in termini di posizionamento. In futuro speriamo di dar vita insieme a un ecosistema, nel quale Growth Labb sia lo strumento per realizzare diverse attività imprenditoriali”, conclude Fiorentini.

Il tempo dirà se i risultati saranno stati raggiunti. Intanto, resta l’impegno ambizioso di una giovane startup italiana di favorire la crescita sostenibile delle Pmi d’Italia, cavalcando le opportunità offerte dal gigante americano.

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Davide

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