Il settore del cacao sta attraversando una trasformazione radicale che mette a nudo gli squilibri strutturali del commercio globale. Nonostante la materia prima abbia raggiunto quotazioni storiche toccando il picco di 10,75 dollari al chilogrammo nel gennaio 2025, la ricchezza generata lungo la catena del valore fatica ancora a raggiungere i coltivatori.
Circa il 90% del cacao mondiale è infatti garantito dal lavoro di 5-6 milioni di piccoli agricoltori che operano spesso al di sotto della soglia di povertà[1], una condizione che alimenta criticità sistemiche come la deforestazione e lo sfruttamento del lavoro infantile. Basti pensare che in Africa occidentale, il fenomeno coinvolge ancora circa 1,5 milioni di bambini[2].
La geografia del cacao
Il cacao viene coltivato oggi in circa 70 Paesi della fascia tropicale, ma oltre il 90% della produzione mondiale è concentrato in appena nove nazioni. Il cuore della filiera resta l’Africa occidentale, dove Costa d’Avorio e Ghana garantiscono circa il 60% dell’offerta globale[3]. Una concentrazione che rende il mercato particolarmente esposto agli effetti del cambiamento climatico: quando siccità, piogge estreme o fitopatie come il black pod colpiscono questi due Paesi, le ripercussioni si riflettono rapidamente sulla disponibilità di cacao a livello mondiale. A questo si aggiungono l’invecchiamento delle piantagioni e l’aumento dei costi di produzione, fattori che negli ultimi anni hanno contribuito all’impennata delle quotazioni internazionali del cacao.
Accanto ai grandi produttori africani, cresce il ruolo di Paesi latinoamericani come Ecuador, Perù e Repubblica Dominicana, che si distinguono sempre più per produzioni certificate, sistemi agroforestali e modelli agricoli orientati alla tutela della biodiversità e alla resilienza climatica.
Il ruolo di Fairtrade
In questo scenario di grande vulnerabilità, Fairtrade Italia – l’organizzazione che dal 1994 promuove nel nostro Paese il sistema di certificazione internazionale Fairtrade per filiere trasparenti e responsabili – opera come un’infrastruttura di governance paritaria che riequilibra i rapporti di forza tra produttori e mercato. Attraverso strumenti come il Prezzo Minimo Fairtrade, che agisce da rete di salvataggio contro i crolli di borsa, e il Premio Fairtrade, la somma extra che le cooperative gestiscono autonomamente per finanziare scuole, cliniche e infrastrutture, il sistema garantisce maggiore stabilità laddove il mercato convenzionale genera incertezza.
Verso un sistema più equo: la storia di Josephina
I risultati di questo modello trovano conferma anche nei dati del Bilancio Sociale 2025 di Fairtrade Italia: nell’ultimo anno, i consumi di cacao in Italia hanno generato oltre 2 milioni di euro di Premio Fairtrade. Risorse concrete per il sostegno delle comunità agricole che si traducono in opportunità per i piccoli coltivatori, come si evince dal racconto di Josefina Santos, la cui testimonianza è stata raccolta nell’ultimo dossier Fairtrade.
Nel cuore della Repubblica Dominicana, la vita di Josefina si intreccia indissolubilmente con la terra dal 1995. Vedova di 48 anni e madre di tre figli, gestisce oggi due campi di proprietà ed è socia della cooperativa Conacado. Per lei, coltivare cacao senza l’uso di pesticidi è un modo per accudire la foresta, preservando l’integrità del terreno per le generazioni future.
L’attività di Josefina è un motore di sviluppo per l’intera comunità: assume braccianti con un’attenzione particolare alle donne, offrendo loro opportunità di indipendenza economica. Grazie alla vendita del cacao a un prezzo più giusto e agli investimenti collettivi del Premio Fairtrade che hanno permesso la creazione di vivai per nuove piante, la sua famiglia ha potuto guardare al futuro con speranza e la figlia maggiore frequentare l’università per laurearsi in medicina. Per Josefina, vendere cacao a condizioni più eque significa trasformare la sostenibilità economica in cambiamento sociale ed emancipazione femminile.
[1] World Cocoa Foundation
[2] Assessing Progress in Reducing Child Labor in Cocoa Growing Areas of Côte d’Ivoire and Ghana – University of Chicago
[3] International Cocoa Organization



