Just Hemp: dopo il blocco forzato, il delivery di cannabis light punta a un milione di fatturato e sogna l’exit

Just Hemp: dopo il blocco forzato, il delivery di cannabis light punta a un milione di fatturato e sogna l’exit

“Combattiamo ogni giorno contro burocrazia e pregiudizi, quando invece è un settore da incentivare che solo dal 2018 ha generato oltre diecimila posti di lavoro, tra imprese agricole e commerciali”, afferma Giorgio de Angelis co-founder della startup.

Secondo le stime del Consorzio nazionale per la tutela della canapa industriale, ad oggi sono 12 mila i giovani impiegati nel settore, di cui l’80% under 30. Con un giro d’affari di 36 miliardi di euro previsto per il 2021, è cresciuto l’interesse verso le infiorescenze, meglio se biologiche e certificate, da parte di vari settori tra cui farmaceutica, cosmesi, alimentare, packaging, edilizia e design.

Roma, 05 gennaio 2022 – Quello della cannabis light è un commercio destinato a raddoppiare i posti di lavoro, dai 12 mila attuali ai 60 mila previsti nel 2022, e a generare un volume d’affari che andrà triplicando nei prossimi anni. Se nel 2020 il mercato nel settore ha raggiunto il valore complessivo di 200 milioni di euro, con un indotto che si aggira intorno ai 150 milioni l’anno solo in Italia, il Consorzio nazionale per la tutela della canapa industriale porta alla luce un giro d’affari, quello intorno alla vendita della canapa a basso contenuto di thc, che toccherà i 36 miliardi di euro su scala europea entro l’anno. E l’interesse verso le infiorescenze, meglio se derivate da coltivazione biologica e certificata, è cresciuto da parte di vari settori tra cui farmaceutica, cosmesi, alimentare, packaging, edilizia e design.

Ma fare impresa in questo settore è ancora per molti un tabù, soprattutto per i più giovani, a causa proprio dell’ultima norma necessaria sull’uso del fiore di canapa. Una normativa in vigore già in altri paesi europei come la Svizzera, ad esempio, ma che in Italia fatica ancora ad arrivare, nonostante siano oltre 1.500 le aziende agricole specializzate nella sua coltivazione, anche biologica, e oltre 800 le partite Iva attive per cavalcare l’onda positiva generata da un prodotto, frutto della Canapa Sativa, con una concentrazione di Thc tra lo 0,2 e lo 0,6%.

Tra i giovani che hanno visto in questo settore la possibilità di costruire un’economia sostenibile e una soluzione alla crisi del lavoro dovuta alla pandemia ci sono anche Francesco Garassino e Giorgio De Angelis, originari di Roma, che nel 2018 hanno fondato nella capitale il delivery Just Hemp, un e-commerce innovativo nel settore di vendita di cannabis legale su cui è possibile acquistare prodotti con un bassissimo contenuto di Thc, che non ha effetti stupefacenti, e avere con un clic la consegna a domicilio in un’ora su Roma e Milano, azzerando i tempi di attesa di un normale corriere. Classe 1993, amici da una vita, Francesco e Giorgio fanno parte di una generazione di giovani imprenditori che decidono di investire, a soli 25 anni, in un’impresa ancora vessata da sequestri, pregiudizi e severi controlli, aumentati soprattutto nel periodo della pandemia quando in giro per le strade romane si notavano solo gli zaini colorati dei rider.

«Invece di favorire l’investimento su settori che guardano alla green economy, anche noi come tanti altri colleghi siamo stati vittime di controlli sui rider e sequestri continui che si sono risolti sempre con sentenze a nostro favore in cui è sempre risultato tutto in regola. Purtroppo molti non sanno che il nostro settore potrebbe creare migliaia di posti di lavoro e che, allo stato attuale, l’80% delle persone impiegate ha meno di 32 anni», spiega Giorgio De Angelis, co-founder di Just Hemp, che proprio nel periodo del primo lockdown nel marzo 2020 ha dovuto fare i conti con un sequestro di dieci chili di fiori di cannabis, che si è risolto solo con la restituzione del prodotto un anno e due mesi dopo, costringendo lui e il socio Francesco a una perdita di investimenti che ha di conseguenza rallentato la crescita della loro attività. “Ai nostri investitori iniziali, tra cui personalità internazionali che per la prima volta si trovavano ad investire in startup italiane, abbiamo restituito tutto il +20% on-top e la possibilità di reinvestire in Just Hemp ad un prezzo agevolato. Questo perché il sequestro e l’accusa di illecito penale, risolta poi con la chiusura del procedimento a nostro favore, ha causato anche una perdita per i nostri investitori”, precisa Giorgio.

Infiorescenze biologiche e certificate: il delivery 100% italiano cresce e sogna l’exit

Guardare al futuro con resilienza, nonostante i cavilli burocratici e legali che nell’ultimo anno hanno messo a dura prova i due imprenditori, è ciò che contraddistingue Giorgio e Francesco. Sviluppatore informatico il primo, con la passione per la cucina il secondo, dopo l’esperienza in altre aziende e un percorso di accelerazione all’interno di LUISS EnLabs di LVenture Group, in cui Giorgio ha partecipato con una startup in cui era impiegato come sviluppatore, il networking in Lventure group e le conoscenze acquisite nel fare impresa gli hanno permesso di raccogliere contatti, contattare gli investitori e di avviare con Francesco il loro progetto.

Just hemp nasce in un periodo della nostra vita dove avevamo fame di creare qualcosa di nostro. Finiti gli studi, intrapresi per passione la carriera di cuoco finché nell’estate 2018, tornato da una lunga esperienza in New Jersey, decisi di interessarmi a questo nuovo mercato. Ne parlai con Giorgio e ci accorgemmo che mancava proprio un servizio delivery, così ci siamo informati sotto ogni punto di vista, soprattutto quello legale, per avviare il progetto”, commentaFrancesco Garassino, co-founder di Just Hemp.

Con un primo fundraising da 70 mila euro a soli due mesi dall’avvio di Just Hemp, seguito poi da un secondo round, la startup punta al 2022 con una chiusura di fatturato di 1,2 milioni, il doppio rispetto a quello del 2020 e dell’anno in corso. E, con la stessa tenacia, i due imprenditori guardano all’exit e sognano l’estero. Intanto, però, il prossimo passo sarà l’estensione del servizio in due nuove città in Italia e l’assunzione di altri rider per le consegne su Roma e provincia, in vista dell’aumento del numero di consegne cresciute del 20% solo nell’ultimo anno.

“Quando abbiamo lanciato Just Hemp eravamo io e Francesco, a casa sua. Oggi siamo un’azienda più strutturata che dà lavoro a 15 persone, quasi tutti under 30. Questo è ciò che ci rende più orgogliosi, insieme alla voglia di crescere e arrivare ad aprire in altre città. Contiamo già una media di 50 consegne al giorno tra Roma e Milano, la maggior parte degli acquirenti ha indicativamente dai 25 ai 35 anni, ma arrivano ordini da persone di ogni fascia di età che cercano un modo efficace e sicuro per rilassarsi in periodi di particolare stress psicofisico”,  spiega De Angelis, e continua: “Tra i prossimi progetti, infatti, pensiamo anche alla produzione di prodotti per la cura del corpo e a capi di abbigliamento realizzati con la canapa. Compriamo i fiori solo da fornitori italiani e ci affidiamo ad aziende agricole medio piccole, molto spesso gestite da ragazzi della nostra età, che hanno la nostra stessa idea di una filiera cento per cento italiana per garantire un prodotto controllato e di qualità. Questo perché nella nostra idea di impresa c’è la visione di una nuova economia che incentiva i produttori locali, favorisce la crescita del lavoro e la corretta divulgazione degli usi e dei consumi della cannabis light. Tutto questo con l’obiettivo di aprire uno spiraglio anche ad altri giovani come noi che vorrebbero investire in questo settore, ma si sentono bloccati dalla burocrazia e dall’opinione pubblica, ancora troppo legata a certi pregiudizi. Siamo un ecosistema da alimentare e non da abbattere.”

Just Hemp è oggi uno dei principali player nel mercato del delivery di cannabis light. Sebbene la vicenda del sequestro e l’accusa infondata di spaccio che ha coinvolto Giorgio e Francesco abbia rallentato la crescita e bloccato la raccolta dei fiori  nell’ultimo anno, Just Hemp guarda al 2022 con lo stesso spirito con cui è nata l’impresa dei due giovani romani:  mettersi dalla parte del consumatore per migliorarsi ed espandersi, garantire la provenienza del prodotto, derivato appunto da infiorescenze e sementi 100% biologiche e certificate, ma anche eliminare loghi o particolari segni di riconoscimento nelle confezioni e nelle divise dei rider per assicurare la privacy e l’anonimato degli acquirenti. Perché seppure i prodotti di Just Hemp abbiano un contenuto di Thc prossimo allo zero, inutile negare che l’argomento sia ancora un tabù.

“Per la realizzazione dei nostri prodotti viene utilizzata una varietà di canapa contenente quantità di principio attivo di gran lunga inferiore ai limiti stabiliti dalla legge italiana. Sono prodotti, invece, ricchi di CBD, sostanza perfettamente legale contenuta nella cannabis, dagli effetti calmanti, distensivi e blandamente sedativi. Non a caso, numerose ricerche dimostrano come la cannabis light, con la dose indicata dalla legge di THC, favorisca il rilassamento e la distensione, aiuti a migliorare la concentrazione, e possa rivelarsi utile per contrastare mal di testa, stati d’ansia, insonnia, dolori mestruali e articolari” conclude Francesco Garassino.

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Davide

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