Ludmilla Radchenko: «Ecco perché vendo i miei quadri in bitcoin»

Ludmilla Radchenko: «Ecco perché vendo i miei quadri in bitcoin»

L’arte deve adattarsi ai mezzi odierni. E in quest’epoca ci sono i bitcoin». StartupItalia ha intervistato Ludmilla Radchenko, artista di origini russe e da oltre 20 anni attiva a Milano. Di recente ha lanciato un nuovo sito sul quale le sue opere possono essere acquistate anche in bitcoin, la criptomoneta più famosa. «Qualcuno ci crede, altri ci ridono: per me è una scommessa personale e professionale», ci ha raccontato al telefono. A pochissime ore dal via del Fuorisalone a Milano – torna domani, sabato 4 settembre, uno degli appuntamenti più importanti per il design a livello globale – l’intervista a Ludmilla Radchenko ci è servita anche per sondare lo stato dell’arte di un settore che ha sofferto come tanti altri il lungo periodo delle chiusure.

Ludmilla Radchenko: dalla tv all’arte

Nata a Omsk, in Siberia, nel 1978, Ludmilla Radchenko ha studiato come fashion designer e ha sempre avuto un legame stretto con l’arte. Alla fine degli anni ’90 è arrivata in Italia e ha iniziato a lavorare in televisione, entrando così a far parte dello show business. «Bellissima esperienza, la tv – ha confidato -, ma a un certo punto ho sentito che dovevo trovare il mio ruolo». Così il suo percorso l’ha condotta a New York, per studiare recitazione. «Lì mi hanno dato la sicurezza per seguire quello che sapevo fare. Sono tornata in Italia e ho aperto il mio studio sotto casa».

L’arte di Ludmilla Radchenko risente molto delle mancanze patite in Russia, dove è cresciuta in una città sovietica. «Vivevo in un posto dove non c’era niente. Ecco perché la pop art mi ha subito conquistata. Sono partita mescolando le foto in digitale con la pittura. Ora utilizzo soprattutto acrilico e resina, a volte carta di giornali». In oltre dieci anni di attività l’artista ha venduto quasi 600 opere.

Bitcoin, alla miglior offerta

Nel 2021 ha fatto scalpore l’asta record dell’artista Beeple, che ha venduto l’NFT di una sua opera digitale per quasi 70 milioni di dollari, cifra che è stata pagata sfruttando Ethereum, uno dei competitor di bitcoin. In molti hanno scoperto una nuova via per ottenere visibilità (e guadagni) da opere e quadri, in un momento in cui mostre, gallerie ed eventi non erano possibili. «La scelta di farmi pagare un lavoro in bitcoin – ha commentato Ludmilla Radchenko – è anche una mossa di marketing. L’arte, oggi, oltre a tecnica e contenuto, è comunicazione. Ad ogni modo credo che la mia sia sempre stata un’arte che guarda all’innovazione».

Impossibile prevedere come andrà il fenomeno bitcoin, ma non è improbabile che il mondo dell’arte possa guardare sempre di più verso l’ecosistema crypto. «Sono nata in tv – ha concluso Ludmilla Radchenko – e questo mi ha senz’altro agevolato. Ma in pochi credevano in me. La ragazza della tv che si converte in artista? Alla fine ho scoperto la mia vena imprenditoriale».

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