L’analisi di SmartBilly mostra perché le chiamate indesiderate non si arrestano nonostante il decreto entrato in vigore lo scorso 19 giugno e i consigli per proteggere i propri dati
Dal 19 giugno 2026 è in vigore il nuovo quadro normativo contro il telemarketing aggressivo nel settore energia, il Decreto Bollette, convertito in legge e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, vieta alle aziende di luce e gas di contattare i consumatori senza un consenso esplicito e documentato. I contratti conclusi in violazione di queste regole saranno nulli e le sanzioni saranno più severe. La stretta normativa interviene su un fenomeno che in Italia vale oltre 3 miliardi di euro l’anno e che genera circa 15 miliardi di chiamate indesiderate, nonostante il filtro anti-spoofing introdotto da AGCOM nel novembre 2025, che nei primi undici giorni di attività aveva bloccato 49,3 milioni di chiamate illecite.
Eppure, SmartBilly, piattaforma digitale per la gestione e il confronto delle forniture di energia, sostiene che chi si aspetta di non ricevere più telefonate indesiderate anche questa volta rimarrà deluso. Dai dati raccoltidall’azienda in questi primi giorni a partire da lunedì 22 giugno, analizzando le chiamate commerciali ricevute sui numeri utilizzati dalla piattaforma per gestire le utenze dei propri clienti si è registrato un aumento del 20% rispetto gli stessi giorni della settimana precedente, inoltre emerge che:
- il 57% delle chiamate proviene da numeri italiani georeferenziati che, se richiamati, risultano costantemente occupati oppure squillano senza mai ricevere risposta
- il 29% arriva da numerazioni mobili che risultano inesistenti o non attive al momento del richiamo;
- il 14% proviene da numeri esteri.
Il motivo è semplice: queste nuove norme sono efficaci per gli operatori che già lavorano nella legalità ma il fenomeno delle chiamate spam è alimentato prevalentemente da soggetti che operano nell’illegalità come piccoli call center indipendenti che contattano i consumatori senza alcun consenso, li convincono a cambiare fornitore, e solo dopo aver perfezionato il contratto lo cedono all’azienda committente in cambio di una commissione.
La protezione del numero come strumento contro il telemarketing
Secondo SmartBilly il problema del telemarketing aggressivo non dipende soltanto dalle carenze normative ma soprattutto dalla circolazione dei numeri di telefono su canali paralleli al mercato legale. Quando un consumatore cambia operatore energetico, il suo numero può infatti entrare in una filiera di passaggi e cessioni di dati poco trasparenti, fino a raggiungere call center che non hanno titolo per utilizzarlo.
Per ridurre questo rischio, SmartBilly ha scelto di limitare la circolazione dei dati personali dei propri clienti. Quando attiva una nuova offerta, nelle comunicazioni con il fornitore utilizza recapiti gestiti direttamente dall’azienda, evitando di condividere il numero di telefono personale dell’utente. Secondo la società, questo sistema consente anche di intercettare parte delle chiamate commerciali rivolte ai clienti, permettendo di raccogliere informazioni e statistiche sulle pratiche adottate dai call center irregolari.
“Le nuove norme intervengono sulla fase della telefonata, ma non risolvono il problema a monte infatti i numeri dei clienti continuano a circolare su un mercato nero dei contatti telefonici che alimenta l’intera industria dello spam. Finché quella filiera resterà in piedi, le chiamate indesiderate non si fermeranno” spiega Giovanni Delle Donne, CEO e cofondatore di SmartBilly.
Ma cosa può fare subito il consumatore? Ecco i tre consigli pratici
In attesa di ulteriori strumenti che proteggono maggiormente i consumatori, SmartBilly suggerisce tre misure immediate per ridurre le telefonate indesiderate:
- Installare un’app anti-spam: applicazioni come Truecaller o Massima Tranquillità identificano in tempo reale le chiamate provenienti da numeri segnalati dagli utenti e consentono di bloccarle prima ancora di rispondere
- Rinnovare l’iscrizione al Registro Pubblico delle Opposizioni: il RPO è uno strumento utile, ma ha un limite preciso: i consensi prestati dopo l’ultima data di iscrizione non vengono annullati. Chi si è iscritto anni fa e nel frattempo ha compilato qualche form online potrebbe aver reso validi nuovi consensi a propria insaputa, rinnovare l’iscrizione azzera la situazione e obbliga gli operatori regolari a consultare il registro prima di qualsiasi campagna.
- Non confermare mai la propria identità a un numero sconosciuto. Quando si riceve una chiamata spam in cui il call center chiede di parlare con “il sig./la sig.ra [Cognome]”, la risposta più efficace è “Mi spiace, ha sbagliato numero”, seguito da un saluto immediato, non bisogna dire altro. Nel tempo, questo porta i sistemi dei call center a classificare il numero come “non utile”, riducendo progressivamente le chiamate.


