Le principali evidenze delle circa 3mila aziende rispondenti:
- solo il 6% ha piena visibilità oltre i fornitori Tier-1, evidenziando significative lacune di trasparenza nelle supply chain globali
- La legislazione e la pressione normativa sono i principali driver della sostenibilità, superando sia gli impegni di riduzione CO2 che le aspettative dei clienti
- Quasi il 60% esprime preoccupazione per la disponibilità di fornitori specializzati, riflettendo una capacità sempre più limitata nei mercati di fornitura critici
- Il 64% delle organizzazioni afferma che i fornitori sono solo moderatamente o per lo più preparati a soddisfare gli standard ambientali e di sicurezza in aumento
- L’interesse per la gestione del rischio dei fornitori basata sull’IA è in crescita, ma i dati frammentati sui fornitori e i sistemi legacy ne limitano l’adozione
Achilles, leader globale nella gestione del rischio e delle performance della supply chain, ha pubblicato i risultati della nuova Global Supplier Risk and Sustainability Survey 2026, che evidenzia significative lacune di trasparenza nelle supply chain globali, in un contesto in cui le imprese devono affrontare una crescente pressione normativa e un aumento delle interruzioni operative.
L’indagine, basata sulle risposte di 2.805 grandi imprese attive in settori quali costruzioni, energia, manifatturiero, trasporti e settore pubblico, mostra che, sebbene le aziende stiano attribuendo maggiore priorità alla sostenibilità e alla governance dei fornitori, la visibilità lungo le catene di fornitura estese resta limitata.
Solo il 6% delle organizzazioni dichiara infatti di avere piena visibilità sui fornitori di Tier-2 e Tier-3, mentre quasi la metà ammette di avere una visibilità limitata o nulla oltre i fornitori di primo livello. Questa carenza di trasparenza emerge proprio mentre le supply chain diventano sempre più complesse ed esposte a pressioni esterne, tra cui quelle normative, le interruzioni operative legate a crisi geopolitiche e le crescenti aspettative in materia ambientale e di sicurezza. Una situazione che si riflette anche nella fiducia: solo il 18% delle organizzazioni si dichiara altamente sicuro dell’accuratezza dei dati sulla sicurezza forniti dai propri fornitori.
La ricerca evidenzia inoltre come l’evoluzione normativa rappresenti oggi il principale driver delle iniziative di sostenibilità, superando sia gli obiettivi di riduzione delle emissioni sia le aspettative dei clienti. Oltre il 75% delle aziende segnala infatti difficoltà nel mantenere requisiti coerenti per i fornitori a livello internazionale, a causa della frammentazione delle normative nazionali. Con l’intensificarsi delle richieste regolatorie nelle diverse giurisdizioni, alle organizzazioni viene sempre più richiesto di dimostrare tracciabilità, due diligence e monitoraggio continuo lungo tutta la filiera.
Allo stesso tempo, emerge una crescente preoccupazione per la preparazione e la capacità dei fornitori. Quasi il 60% delle organizzazioni esprime timori sulla disponibilità futura di fornitori specializzati, segnalando una pressione crescente nei mercati critici, dove carenze di competenze, requisiti normativi e complessità operative stanno limitando la capacità dei fornitori. In linea con questo dato, il 64% delle aziende ritiene che i propri fornitori siano solo parzialmente preparati a soddisfare standard ambientali e di sicurezza sempre più stringenti, mentre solo l’11% li considera pienamente pronti.
Commentando i risultati, Adam Whitfield, Head of Global Compliance and ESG di Achilles, ha dichiarato: “Le supply chain oggi sono più complesse, interconnesse ed esposte a interruzioni che mai. Le organizzazioni affrontano una pressione crescente da parte di regolatori, investitori e clienti per dimostrare trasparenza e responsabilità nelle proprie reti di fornitura. La nostra ricerca mostra che, sebbene molte aziende riconoscano l’importanza della gestione del rischio dei fornitori, la visibilità sulle supply chain estese resta limitata. Questo genera incertezza proprio nelle aree dove è più necessaria una supervisione, soprattutto mentre aumentano le aspettative di sostenibilità e i requisiti normativi. Costruire resilienza oggi richiede più che semplici valutazioni periodiche: servono dati strutturati sui fornitori, una governance coerente e un monitoraggio continuo per individuare i rischi emergenti e intervenire tempestivamente.”
La survey evidenzia anche un crescente interesse per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella gestione del rischio dei fornitori. Molte organizzazioni stanno infatti esplorando soluzioni basate su IA per migliorare il monitoraggio e supportare i processi decisionali. Tuttavia, l’adozione su larga scala è ancora limitata da criticità strutturali, tra cui dati frammentati, piattaforme legacy e sistemi non integrati.
I risultati indicano che le organizzazioni dotate di modelli di governance più maturi e di dati fornitori strutturati sono significativamente più pronte a passare dalla fase sperimentale all’implementazione operativa di tecnologie avanzate per il monitoraggio del rischio.
Nel complesso, la ricerca evidenzia un divario crescente tra le aziende che dispongono di framework scalabili e strutturati per la gestione del rischio dei fornitori e quelle che si affidano ancora a processi frammentati o manuali. In un contesto di supply chain sempre più globali e regolamentate, ai responsabili degli acquisti è richiesto un livello sempre maggiore di supervisione, trasparenza e resilienza operativa.
Informazioni su Achilles
Achilles supporta le organizzazioni che operano in ambienti complessi e ad alto rischio fornendo i dati, le informazioni e i framework di governance necessari per gestire il rischio dei fornitori su larga scala. Aiutando le aziende a costruire una visibilità affidabile nelle reti di fornitori e a identificare in anticipo le vulnerabilità emergenti, Achilles consente alle organizzazioni di passare da una supervisione frammentata a una gestione del rischio della supply chain strutturata e proattiva.
Per maggiori informazioni www.achilles.com



