Dal 18 al 24 maggio si concentrano i principali appuntamenti internazionali su biodiversità e turismo sostenibile, mentre il dibattito si sposta dal contenere gli impatti al restituire valore alle comunità. Travelware, startup bolognese premiata all’ITB di Berlino come Best Regenerative Tourism Platform 2026, lavora alla gestione partecipata delle destinazioni
Dal 18 al 24 maggio torna la Settimana della Natura, l’iniziativa promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) che concentra in sette giorni i principali appuntamenti internazionali dedicati alla conservazione della natura: dalla protezione della biodiversità, la cui Giornata Internazionale ricorre il 22 maggio, alla promozione del turismo sostenibile. La cornice arriva mentre l’Italia consolida un anno turistico record, con quasi 891 milioni di presenze stimate nel 2025 secondo Isnart per Unioncamere ed ENIT, e oltre 100 milioni di presenze attese nel solo primo quadrimestre 2026. Numeri che riaprono una domanda di fondo: come trasformare la pressione turistica in un’opportunità di crescita per i territori, e non solo in un costo da contenere. È il passaggio dal turismo sostenibile al turismo rigenerativo, terreno su cui opera Travelware, startup bolognese premiata alla fiera ITB di Berlino come Best Regenerative Tourism Platform PATWA International Travel Award 2026 e premiata tra le 300 startup e PMI più innovative d’Italia del 2026 secondo Fondazione Italia USA.
“Sostenibilità e rigenerazione non sono sinonimi. Il turismo sostenibile prova a portare il bilancio in pari, spesso compensando i danni, magari con l’acquisto di carbon credit. Quello rigenerativo punta a chiuderlo in positivo: ogni visita deve lasciare qualcosa al territorio, dalle infrastrutture sociali alla tutela degli ecosistemi. È un cambio di prospettiva che non si fa solo con buone intenzioni, ma con strumenti capaci di misurare il valore restituito alle comunità”, spiega Michele Zavoli, founder e CEO di Travelware.
Sostenibile o rigenerativo: una differenza che riguarda i territori
La distinzione non è solo semantica. Il turismo sostenibile lavora sulla riduzione dell’impatto: meno emissioni, meno rifiuti, meno consumo di suolo. Il turismo rigenerativo aggiunge un passaggio: prevede che parte del valore generato dal turismo torni in modo stabile alla comunità ospitante, sotto forma di servizi, infrastrutture, conservazione attiva degli ecosistemi e tutela del patrimonio culturale. Un approccio che presuppone meccanismi continui di partecipazione dei residenti e degli operatori locali alle decisioni sulla destinazione.
Il contesto di mercato spinge in questa direzione. Il turismo comunitario, segmento in cui si inscrivono molte esperienze rigenerative, valeva 575,9 miliardi di dollari a livello globale nel 2022 ed è proiettato a superare 2.100 miliardi entro il 2032, con una crescita annua del 14,1%, secondo Allied Market Research. Una transizione che richiede infrastrutture digitali capaci di coordinare gli attori locali e di rendere visibile il valore generato per chi vive il territorio tutto l’anno, non solo durante l’alta stagione.
Travelhive, la piattaforma premiata all’ITB di Berlino
Il riconoscimento Best Regenerative Tourism Platform PATWA International Travel Award 2026 è stato assegnato a Travelware durante la fiera ITB di Berlino, uno dei principali appuntamenti globali del settore turistico, per progetti che promuovono modelli di turismo partecipativo e di restituzione del valore ai territori. La piattaforma Travelhive sviluppata dall’azienda, integra intelligenza artificiale e blockchain per consentire alle comunità locali di contribuire in modo continuativo alle decisioni sul turismo nella propria area.
Residenti, operatori e associazioni inviano contributi in qualsiasi formato: testi, messaggi vocali anche in dialetto, immagini, documenti. L’intelligenza artificiale li traduce, li normalizza e li organizza in analisi accessibili a operatori e istituzioni, mentre la blockchain certifica ogni contributo attraverso una firma biometrica, garantendo tracciabilità dei dati e proprietà condivisa con il territorio. L’accesso alla piattaforma richiede la verifica dell’identità e un legame reale con la destinazione, residenza, lavoro, studio o appartenenza a un’associazione, perché la gestione resti nelle mani della comunità.
Dai tavoli di lavoro all’archivio sulle destinazioni: l’avvio italiano di Travelhive
In Italia, Travelware ha avviato una collaborazione con Assidema, l’Associazione Nazionale Destination Managers Italia, per attivare progetti pilota in diverse regioni. I primi utilizzi della piattaforma riguardano convegni e tavoli di lavoro sul turismo territoriale che, grazie all’integrazione digitale, diventano spazi di confronto continuativi e allargati alla comunità locale, e non più appuntamenti singoli a partecipazione ristretta. Un cambio di formato che modifica anche il modo in cui le decisioni sulle destinazioni vengono prese: meno episodiche, più tracciabili, con il contributo di chi vive il territorio tutto l’anno.
Sul fronte dei dati, l’azienda ha costruito un archivio di 3,5 milioni di pagine sulle destinazioni italiane, aggregando fonti pubbliche tramite intelligenza artificiale e coprendo circa 390 aree storico-culturali del Paese. L’obiettivo è integrare queste informazioni con il contributo diretto delle comunità locali, trasformando dati online in conoscenza verificata e aggiornata nel tempo, da rendere disponibile in forma anonimizzata anche agli operatori del settore mantenendo il controllo nelle mani dei territori.
“Il valore di una destinazione dipende da elementi che spesso non si vedono nei bilanci: ecosistemi vivi, una comunità che accoglie, infrastrutture sociali che funzionano. Quando uno di questi elementi si erode, l’intero investimento turistico perde qualità. Restituire valore al territorio non è quindi un atto filantropico, è la condizione perché il turismo possa continuare a esistere nel tempo. Per questo serve un’infrastruttura digitale che permetta alle comunità di partecipare in modo continuo alle decisioni sul proprio territorio”, conclude Zavoli.
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Travelware
Travelware è una società italiana con sede legale a Bologna, fondata nel 2022. Sviluppa tecnologie che combinano intelligenza artificiale, blockchain e sistemi connessi per abilitare la gestione partecipata delle destinazioni turistiche e la valorizzazione dei dati prodotti dalle comunità locali. Il suo prodotto principale, Travelhive, è una piattaforma di gestione collettiva del territorio rivolta a organizzazioni di gestione delle destinazioni, enti locali e comunità. Travelogue è la piattaforma che consente di mettere a valore questi dati nel mercato B2B, rendendoli accessibili a operatori del turismo e facilitando l’incontro tra destinazioni e domanda sulla base di interessi e comportamenti. Travelware opera in Italia, Capo Verde, Mozambico ed Emirati Arabi Uniti.



